Resting Reef: se la morte aiuta l’ambiente, ceneri trasformate in coralli

di Roberto Parretta

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n’alternativa ecologica alla tradizionale sepoltura? Esiste e l’ha pensata la startup britannica Resting Reef, che propone di trasformare le ceneri umane e animali in coralli artificiali da collocare in località dove i sistemi ecomarini sono messi a forte rischio a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse. Certo, l’argomento è delicato e per certi versi un tabù soprattutto religioso, ma se un modo per ricordare i propri cari fosse rappresentato dall’offrire un contributo all’ambiente, perché no?

Resting Reef: morte e inquinamento

Resting Reef nasce con l’obiettivo di è offrire un’alternativa ecologica, significativa e di impatto ai metodi convenzionali di commemorazione di una persona cara, con una nuova tradizione legata alla morte che onori davvero la vita. Il settore funebre del Regno Unito produce 158.000 tonnellate di CO2 ogni anno, l’equivalente di 79 milioni di kg di carbone bruciati. E questa cifra sconvolgente si inserisce in un contesto sempre più preoccupante di deforestazione, materiali inquinanti come cemento e acciaio e fluidi per l’imbalsamazione tossici, in cui il settore è coinvolto.

Resting Reef: la crisi dell’ecosistema marino

Le barriere coralline artificiali costruite utilizzando le ceneri umane e animali mirano a migliorare gli habitat marini e incorporano progetti che, attraverso ricerche sottoposte a revisione paritaria, hanno dimostrato di aumentare la biodiversità della flora e della fauna locali, comprese le specie di importanza conservazionistica e di valore commerciale. Benefici connessi alla pratica vanno dalla creazione di posti di lavoro, aumento delle rese di pesca fornendo habitat essenziali per le specie commerciali e miglioramento della qualità dell’acqua grazie agli organismi filtratori che crescono sulle strutture.

Resting Reef: a Bali biodiversità in aumento

Situate nel villaggio di Tulamben, le barriere coralline di Resting Reef sono immerse negli ambienti marini protetti del nord di Bali. Un tempo colpite da pratiche dannose, queste acque sono ora al centro di questa operazione di ripristino che nel 2024 ha già portato 84 specie diverse a colonizzare l’area con i coralli realizzati e un aumento della biodiversità marina 14 volte superiore rispetto alle zone degradate. Il nord di Bali, noto per le sue spiagge di sabbia nera vulcanica e i paesaggi sereni, è meno turistico e per questo offren un ambiente tranquillo.

Resting Reef: come funziona

Il processo viene avviato combinando ceneri umane con conchiglie frantumate per creare una formula unica: è scientificamente provato infatti che questi due elementi migliorano la crescita marina. Questa formula viene poi trasformata in una struttura di barriera corallina su misura. Quando la barriera è pronta, viene installata nel sito prescelto e dopo poco tempo la struttura di barriera corallina commemorativa sarà colonizzata da specie marine locali.

Resting Reef: il progetto di Devon

È nelle prime fasi di progettazione anche il primo sito di barriera corallina commemorativa nel Regno Unito a Plymouth, nel Devon, una località scelta non solo per la sua splendida costa e il suo patrimonio marittimo, ma anche per la necessità di ripristinare i fondali marini. Plymouth è una città portuale storica, famosa per essere stata il punto di partenza della Mayflower nel 1620. Alcune aree del fondale marino nel Plymouth Sound necessitano di interventi di ripristino, in particolare a nord del frangiflutti. In questo modo, le specie marine locali trarranno beneficio dalla creazione di nuovi habitat. 

Plymouth

Resting Reef: la storia

Resting Reef è stata fondata dal duo di designer Aura Murillo e Louise Skajem. Louise e Aura hanno conseguito un doppio master in Global Innovation Design presso l’Imperial College di Londra e il Royal College of Art. Il lavoro di Louise si concentra sull’esplorazione dei biomateriali e sulla progettazione di soluzioni sostenibili per problemi complessi. Inizialmente, ha sviluppato la formula per le strutture della barriera corallina di Resting Reef insieme agli scienziati. Aura ha invece sviluppato progetti in costante connessione tra scienza, ingegneria e design, oltre ad avere instaurato solidi rapporti con esperti del settore dei servizi funebri.

Louise Skajem, a sinistra, e Aura Murillo

Foto Resting Reef

Ho iniziato ad appassionarmi di sport dalla nascita e da 20 anni sono collaboratore della Gazzetta dello Sport. Ho seguito tantissime discipline: principalmente rugby (corrispondente in 3 edizioni dei Mondiali in Francia, Nuova Zelanda e Inghilterra e tutti i Sei Nazioni dal primo del 2000), poi fra gli altri equitazione, taekwondo, surf, atletica leggera e ovviamente anche nuoto. I miei risultati sportivi di maggior rilievo? Ultimo nelle batterie dei 50 stile libero al memorial Boscaini del 1985 e medaglia di bronzo al Settecolli 2019 nei 50 stile dei giornalisti!

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