Tolone: dal Re Sole a Napoleone, Cousteau e i Mayol, storie e bellezze del Mediterraneo in Provenza
di Roberto Parretta
omonimia è quasi incredibile, ma tra il rugby e le immersioni di distanza ce ne corre. Il fatto è che quando si arriva a Tolone, è impossibile non sentirsi sopraffatti dalla smisurata passione che tutti hanno per la loro squadra di rugby, il RC Toulounnais. Che gioca in uno stadio costruito nel centro della città sul terreno nel 1920 che venne donato alla municipalità dal cantante e commediante tolonese Felix Mayol, stella indiscussa della Belle Epoque parigina. “Ma qualcuno ci sa dare notizie invece di Jacques Mayol?”, chiediamo in giro. “Qualche volta si è immerso anche qui a Tolone, ma non c’è nessuno che possa raccontarvelo”. Poco male, Tolone può essere raccontata in tanti altri modi, ma l’acqua li accompagnerà tutti, perché qui, tra il porto, la base della Marina francese, le spiagge, il mare, le vele, di riferimenti ne spunteranno ovunque.
Tolone: da Mayol a Cousteau
Jacques Mayol, il grande apneista francese rivale di Enzo Maiorca (di cui abbiamo parlato un anno fa con la figlia Patrizia nella nostra visita a Siracusa), nato a Shanghai e poi cittadino del mondo, arriva da queste parti a 12 anni con la sua famiglia, nel 1939, più precisamente a Marsiglia, dove resta bloccato dalle vicende della seconda guerra mondiale. Inizia a immergersi con maschere rudimentali assieme al fratello Pierre. Ci raccontano che qualcuno ricorda di aver sentito delle immersioni di Mayol anche a Tolone, ma la traccia è troppo flebile. La storia diventa però più interessante nel 1945, quando, dopo una breve esperienza nell’aeronautica in Marocco, torna a Marsiglia e conosce Albert Falco, colui che diventerà il capitano della Calypso di Jacques-Yves Cousteau. E allora ci accorgiamo di avere fatto centro. Perché, dopo avere frequentato l’accademia militare di Brest e divenuto cannoniere della Marina militare francese, fu proprio a Tolone che il leggendario oceanografo, esploratore e regista mosse i suoi primi passi nel mondo delle immersioni subacquee. Tolone che allora rappresentava la base navale francese più importante per diventare oggi la più grande del Mediterraneo, quella che, per intenderci, ospita 20mila lavoratori tra militari e civili e nella quale ci si può trovare ormeggiata la portaerei Charles De Gaulle e, ben nascosti e protetti, i più moderni sommergibili nucleari Suffren.
Tolone: la Marina militare
L’indizio decisivo che ci porterà da Cousteau alla Marina è però pochi metri di fronte, all’Eauotel. E’ come salire su una barca, tutto in questo hotel è fatto per ricordarne gli interni: dalle stanze alle sale per le riunioni, al ristorante. Non è un caso che questo palazzo appartenesse in passato proprio alla Marina. Tra l’altro, le staffe che sorreggono la struttura e la grande vetrata sopra al ristorante sembra di averle già viste da qualche parte. “Vengono dalla stessa fabbrica che ha prodotto la struttura della Tour Eiffel”. Ed è stato proprio curiosando in giro che abbiamo scoperto la sale per meeting interamente dedicata alla figura di Cousteau e dei suoi primi colleghi studiosi e apneisti: dalla finestra proprio di fronte c’è il Museo nazionale della marina, dove il futuro esploratore ed oceanografo ha ideato Cephismer, la prima cellula umana di immersione e intervento subacqueo.
Tolone: dalla Marina alla Rue des Arts
Torneremo alla Marina e al suo Museo però alla fine di un giro che ci porterà a scoprire questo gioiellino della Provenza Mediterranea, rinato grazie alla lungimiranza delle ultime amministrazioni. Anche se a ogni angolo spuntano dettagli della storica vocazione di Tolone, eredità dell’intuizione di Luigi XIV, il Re Sole, che, constatandone la particolare conformazione della costa (che si stringe e chiude in un golfo), ordinò di fortificarla e costruire un arsenale. Uscendo dal retro dell’Eautel si apre immensa e vivace Place de l’Equerre, nei due secoli scorsi luogo di svago per militari e marinai (gioco d’azzardo, bar e signorine), trasformata oggi in un immenso e incantevole giardino per cene e aperitivi. A chiuderla c’è quella che oggi si chiama Rue Pierre Semard, un tempo Rue du Canon, per via del cannone ancora presente che ne sbarrava l’ingresso: questa strada che taglia a metà il cuore del centro storico di Tolone oggi è ribattezzata Rue des Arts, una ininterriotta serie di gallerie dedicate a fotografia, pittura, ceramica, bar e ristorantini: impossibile non fermarsi ad assaggiare qualche dolcetto da Le Petit Biscuitier.
Tolone: in giro per il centro
La Place Pierre Puget è stata invece un tempo il capolinea dei trasporti pubblici dell’area metropolitana, visto anche che Tolone si trova proprio a metà strada tra Nizza e Marsiglia: in questa piazza i guidatori potevano anche riposare in un hotel e i passeggeri potevano svagarsi tra bar e anche un piccolo casinò. La brasserie Le Chantilly è il più antico di Tolone, è qui dal 1907. Di fronte la curiosa Fontana dei Tre Delfini, dove cavalli e passeggeri potevano dissetarsi e che oggi è ricoperta da una vegetazione spontanea. A due passi sorge l’Opera, costruita tra il 1856 e il 1862 sotto la direzione dell’architetto Leon Feucheres: la stessa Opera di Parigi, costruita solo 13 anni dopo da Charles Garnier, riprende la struttura di quella di Tolone. Girare per il centro fa venire anche molta fame e allora spunta con perfetto tempismo Place Raspail, dove all’interno delle iconiche Halles di Tolone è tornato a pulsare uno dei cuori della vecchia città: costruito nel 1923 per ospitare il primo mercato, l’edificio oggi propone 25 artigiani diversi che cucinano di tutto, dal pesce fresco al cous-cous, dalle quiche a specialità esotiche provenienti da Thaiti.
Tolone: Maurice e Napoleone
Dopo mangiato, il caffè va obbligatoriamente preso al Cafes Maurice, a Place Camille Ledeau: si tratta della prima torrefazione artigianale di Tolone. La prima torrefazione in realtà era all’ingresso dal centro, a Champs de Mars, e si racconta che l’odore del caffè si respirava per tutta la città. Attività tramandata di generazione in generazione fino a quando uno dei nipoti del fondatore ha deciso di aprire un bar proprio al centro. Le origini sono datate 1875, quando Marc Maurice Levy crea la sua azienda a Port au Prince (Haiti), quindi con moglie e figli si stabilisce a Tolone, dove apre una piccola unità di torrefazione e un magazzino. L’azienda diventa sempre più grande, poi nel 1961 il nipote Jean-Claude prende la guida dell’azienda e la conduce verso la modernizzazione. La curiosità è che il bar ha anche la sua torrefazione interna. C’è poi Napoleone… Il futuro imperatore si guadagnerà i galloni di generale proprio nell’assedio di Tolone del 1793: i lealisti monarchici si erano impadroniti della città e ne avevano lasciato il controllo ai britannici, aiutati dagli spagnoli, nella speranza di restaurare la monarchia assoluta dei Borboni, provocando la reazione della Prima Repubblica francese, guidata dalla Convenzione nazionale, che inviò un esercito per riprenderne il controllo, riuscendoci anche grazie alle tattiche di Napoleone Bonaparte. La città fu bombardata dalla flotta al largo del porto e una di quelle palle di cannone è oggi incastonata sul muro di una casa al numero 89 di Course Lafayette. In realtà la palla fu rinvenuta all’interno della casa, ma poi quando nel 1850 la palazzina venne restaurata, i proprietari decisero di di far incastonare il proiettile nel muro.
Tolone: dal mercato al porto
Course Lafayette ospita tutte le mattine (tranne il lunedì) il bellissimo, coloratissimo e fornitissimo Marche de Provence. Frutta, verdura, olive, formaggi e anche banconi dove si può mangiare qualsiasi cosa. Il banchetto più caratteristico si trova verso la fine della strada, è quello della Cade, la versione locale della toscana farinata di ceci, o “cecina”. Attraversando la strada ci si ritrova direttamente sulle banchine del porto, separati da un edificio che arriva ininterrotto fino all’altro capo, all’ingresso della Marina militare.
Tolone: dal mercato al porto
Storia particolare, quella de La Frontal du port, che oggi ospita decine di appartamenti. E’ stato ricostruito per intero dopo la seconda guerra mondiale dall’architetto Jean de Mailly: di ispirazione piuttosto moderna, con moduli prefabbricati in cemento, acciaio e vetro e nuovi elementi come tetti terrazzati, schermature per ospitare le piante, il progetto, unito a quello del Porto Mercantile affidato a Serge Mikelian, vinse il premio della Triennale di Milano nel 1952, facendo di Tolone un modello di successo urbanistico e architettonico. Il primo edificio venne inaugurato nel 1953 e nel suo complesso offre una splendida passeggiata lungo la banchina di quai Cronstadt, dove è possibile passeggiare e ammirare imbarcazioni tradizionali, yacht, transatlantici e navi militari. I bombardamenti risparmiarono un solo edificio, rimasto intatto e conservato come ultimo esemplare dell’architettura originaria risalente alla fine del 1500.
Tolone: la seconda guerra mondiale e gli italiani
La seconda guerra mondiale è un elemento centrale nella storia di Tolone. Per approfondire l’argomento è indispensabile salire sul Mont Faron (509 metri) con la funivia ridisegnata con gusto anni 60 dal designer locale Patrick Jouffret. Una volta in cima, oltre ad ammirare dall’alto la baia di Tolone, si deve visitare il Memorial du debarquement, dedicato allo sbarco degli Alleati in Provenza dell’agosto 1944. Se la storia fa risalire al momento decisivo in cui gli Alleati cambiano il corso della guerra al D-Day e allo sbarco in Normandia (giugno ’44), è altrettanto vero che va ritenuto di simile importanza anche quello in Provenza: decisivo perché permise di chiudere in una morsa a tenaglia i nazisti, stretti dalla risalita degli Alleati da sud e dalla discesa da nord.
Tolone: la seconda guerra mondiale e gli italiani
Fu il Presidente De Gaulle che decise di costruire il Memoriale, inaugurato nel 1959, proprio per sottolineare l’importanza dello sbarco in Provenza. I nazisti, dopo avere occupato il nord della Francia e firmato un armistizio con il sud collaborazionista, avevano assegnato nel 1940 agli italiani di Mussolini la striscia di terra che sulla costa arrivava dalla Liguria fino a Tolone, che in quel momento ospitava l’intera flotta militare francese. Successivamente alla caduta del fascismo nel 1943, i nazisti presero il controllo del porto. E proprio per impedire loro di utilizzare quella flotta, gli Alleati bombardarono pesantemente Tolone e il suo porto, provocando la quasi totale distruzione di siti militari e civili, compresi gli immobili prima citati sul quai Cronstadt.
Tolone: cucina napoletana e crepes
All’ora di cena si può tranquillamente decidere di non spostarsi dal quai Cronstadt e scegliere tra una crepes e una trattoria italiana. La Creperie du Port ne offre per tutti i gusti, con un’ampia possibilità anche vegetariana. I tolonesi Remi ed Aurelien Harrel si ispirano a una filosofia semplice, sia nel cibo, che nell’estetica, visto che, per rispettare la data di costruzione dell’edificio, lo stile riprende l’atmosfera degli anni ’50. Alla Trattoria Manofica vi accoglieranno invece gli chef napoletani Giuseppe Fiorenzo e Ferdinando Vinciguerra, che hanno letteralmente trapiantato qui la loro filosofia, semplice, verace e genuina, letteralmente irresistibile. Attenzione alle portate, sempre abbondanti! Sarà anche per questo che Manofica è diventato il posto preferito dei rugbysti del Tolone, a cominciare dalla leggenda azzurra Sergio Parisse. “Va matto per la pizza salsiccia e friarielli!”. Come dargli torto…
Tolone: il rugby e Mayol
Eravamo dunque partiti da quella curiosa omonimia tra il Mayol del rugby e il Mayol delle immersioni e alla scoperta di Tolone ritroviamo la palla ovale, che qui è una vera e propria ossessione collettiva. Il tifo del Tolone non ha infatti eguali in Francia e assistere a una partita allo Stade Mayol, che è anche aperto a visite guidate il mercoledì e il giovedì, è un’esperienza che vale la pena provare. Magari si possono incrociare gli azzurri che ci giocano (Paolo Garbisi e Gianmarco Lucchesi) e quelli che l’allenano (Sergio Parisse e Andrea Masi). Allora si che la visita a Tolone potrà dirsi veramente totalizzante.
Credit Foto Tourisme Provence Méditerranee/Laurent Parienti