La meravigliosa scogliera corallina fossile rinvenuta a Fauglia

di Redazione

L

o scorso dicembre, oltre ai regali per le festività natalizie, l’anno 2021 ha donato a tutti gli appassionati di scoperte acquatiche una sorpresa da stropicciarsi gli occhi!

Si tratta di una scogliera corallina fossile risalente addirittura a un milione di anni fa, all’epoca del Pleistocene inferiore, nei pressi di Fauglia, quando in luogo del comune italiano in provincia di Pisa c’era il mare.

Attualmente abitato da quasi quattromila faugliesi, il suo territorio si estende oggi in un’area di campagna all’inizio delle Colline Pisane Inferiori, a nord della Maremma Pisana e della Val di Cecina; ma il lavoro certosino di un gruppo di ricercatori delle Università Milano-Bicocca e di Pisa hanno riportato il paesino molto indietro nel tempo, quando proprio una distesa d’acqua, con una costa più arretrata rispetto a quella attuale, ricopriva le attuali campagne toscane.

Lo studio condotto sull’ambiente marino della zona ha rivelato un eccellente stato di conservazione, consentendo al Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia di Scandicci (GAMPS) di diffondere la lieta notizia. La scogliera corallina risulta perfettamente conservata, come si legge nella nota emessa dallo stesso gruppo. 

Un milione di anni fa, Fauglia era una baia marina protetta di acque basse caratterizzata al largo da praterie di piante, come l’odierna Posidonia oceanica, e da foche imparentate con l’attuale foca monaca. Verso la costa si sviluppava una scogliera corallina costruita dal corallo Cladocora caespitosa, che oggi si trova lungo alcune coste del Mar Mediterraneo, accompagnata da una ricca fauna di molluschi bivalvi: pettinidi e ostriche, ricci e aquile di mare.

L’eccezionalità di questo sito di grande interesse paleontologico e geologico risiede nella perfetta conservazione di un importante ecosistema, oggi molto fragile nel Mediterraneo, fossilizzato con modalità peculiari: dal materiale organico alla ricristallizzazione per varie fasi di gusci di coralli e molluschi, che costituiscono vere e proprie cavità di rocce con incantevoli cristalli, i quali, sottoposti alla luce ultravioletta, rivelano l’eccezionalità del sito.

Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Alpine and Mediterranean Quaternary”, mentre i fossili raccolti a Fauglia possono essere osservati a Firenze presso l’esposizione permanente del GAMPS, da sempre impegnato a ricercare le origini “marine” della Toscana e non nuovo a eccezionali scoperte che stanno contribuendo a scrivere pagine importanti sulla preistoria del Mediterraneo.

L’obiettivo è sempre quello di diffondere in tutto il suo splendore un ambiente marino la cui bellezza, come assicurato sin dal principio dall’équipe di ricercatori – in primis, per l’Università di Pisa, il professor Alberto Collareta del Dipartimento di Scienze della Terra – sta proprio nell’essere rimasto pressoché intatto.

 La Fauglia contemporanea è un borgo di origini medievali, noto per aver ospitato il ritiro di nobili, letterati e artisti a fine Ottocento, ma pensare alle meraviglie che sorgevano da queste parti in tempi remotissimi continua decisamente a fare effetto.

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