Il blu e il desiderio di rinascita

Dal blu genovese al blu oltremare, è il colore più desiderato fra moda, design e letteratura 

di Martina Grandori

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na potente metafora dell’anima: il blu nelle sue moltissime declinazioni torna a far parlare di sé, il mondo guarda al colore, ci si veste colorati, ci si circonda di colore, si cerca il colore nel cibo, nei profumi, nel guardaroba come naturale elisir di serenità a due anni dall’inizio della pandemia.

La grande famiglia dei blu e degli azzurri come un’ode alla spensieratezza e alla serenità. Per Wassily Kandinsky il blu era un impulso dell’uomo alla ricerca della sua natura più intima: l’infinito del cielo e del mare risvegliano un desiderio di purezza.

Meno celebrate dei famosi dipinti come Blu di cielo o Giallo, rosso, blu le tele monocrome blu intitolate La Passione di Cristo, conservate all’abbazia di San Nicolò del Boschetto a Genova. dipinte tra il 1538 e la fine del XVII secolo, rigorosamente dipinti su una tela di lino tinta con indaco e dipinti a biacca (tempera bianca a base piombo), antenati di quella che poi verrà chiamata tela genovese e poi ancora dopo jeans.

È da quel fustagno compatto e resistente tinto con l’indaco, chiamato appunto Blu de Genes o Blu di Genova, impiegato sulle navi per coprire e riparare le merci dalle intemperie o fabbricare vele, che il mito del blue jeans ha origine. Blu denim e molto altro in Quel blu di Genova (La nave di Teseo), una storia d’amore, un racconto che indaga, fra le altre cose, su come sia nato quel colore che ha dato vita ad un mito. Una tintura sbagliata? Un sapiente miscuglio fra ciano e magna o una pura casualità? Si chiede anche questo l’autore Michele Mozzati.

Ispirata al cielo e alle stelle, temi da sempre cari a Coco Chanel, “Allure Céleste”, anteprima della collezione “1932” che verrà presentata a maggio. Uno zaffiro blu da 55,55 carati e una cascata di diamanti, di cui uno pendente di 8,05 carati dal taglio a pera frutto dell’estro di Patrice Leguéreau, direttore creativo della Maison, omaggio ai pezzi creati nel 1932 da Mademoiselle che voleva ricoprire di costellazioni le donne. Le stelle danno luce, si sà.

Giorgio Armani, grande estimatore di quel blu notte, sceglie il pigmento estratto dai lapislazuli come leitmotiv delle due nuove fragranze, Bleu Turquoise e Bleu Lazuli ispirati alla spiritualità e al misticismo dell’India. L’oltremare è uno dei colori pilastro dell’antichità: Filarete, teorico dell’architettura, scrive “il blu più bello è ricavato da una pietra e proviene da terre al di là dei mari”.

Marco Polo, nel suo viaggio alla fine del XIII secolo, rimase folgorato dall’estrazione del lapislazzuli alle cave di Badakshan, l’attuale Afghanistan e li descrisse come una meraviglia di quel mondo appena scoperto

I maharaja lo sceglievano per le loro stanze più preziose e per le loro porcellane, di quello stesso blu Michel Pastoureau ha scritto Blu. Storia di un colore (Ponte alle Grazie) in cui racconta la rinascita del blu, prima considerato secondario, poi l’ascesa e la considerevole valorizzazione dei toni blu a partire dal XII secolo, soprattutto nell’abbigliamento e nella vita quotidiana, fino al suo trionfo nell’epoca contemporanea.

L’ultima mania del mondo fashion? Very Peri, il Pantone nominato colore del 2022, i pigmenti del blu con un sottotono di viola e rosso, scelto per il suo messaggio intenso, positivo, capace di illuminare anche i più stanchi dalla pandemia. Un rinnovato senso di ammirazione per le nuance di Madre Natura, le palette che spopolano richiamano tutte blu e verdoni in nome di una rinascita, la stessa che avviene uscendo dal mare.

Anche la moda chic e unisex, quella che ingentilisce sia lei che lui, rispolvera il peacoat rigorosamente blu navy: un passe-partout nelle mezze stagioni rubato a quel guardaroba dei marinai. L’attore Filippo Scotti, protagonista del film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è salito sul palco di Sanremo in un total blu notte firmato Prada.

Un messaggio di fierezza ed eleganza da cui prendere spunto per la stagione della rinascita: la primavera.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

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Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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