Cina, riaperto alla navigazione il più antico fiume artificiale al mondo

di Redazione

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a notizia che arriva dalla Cina contraddistingue allo stesso tempo un avvenimento storico e un omaggio alla tradizione culturale orientale, unica nel suo genere: il Beijing-Hangzhou Grand Canal, il fiume artificiale più antico e lungo del mondo, torna a essere navigabile. Il corso d’acqua – che collega Yellow River e Yangtze River, meglio noti rispettivamente come Fiume Giallo e Fiume Azzurro – parte da Pechino, passa per Tianjin e le province di Hebei, Shandong, Jiangsu e Zhejiang, fino ad approdare alla città di Hangzhou, a 1.794 chilometri di distanza.

Beijing-Hangzhou Grand Canal

Sin dalle origini, risalenti a oltre 2.500 anni fa, il ruolo del Grand Canal è stato quasi sempre fondamentale: dapprima per rendere più efficiente la riscossione dei tributi all’Imperatore, in seguito anche nel reticolo comunicativo nonché sotto il profilo dell’approvvigionamento: su di esso, infatti, venivano trasportati il grano e tutte le materie prime fondamentali per sfamare con il riso la popolazione. Tutto ciò favorì la stabilità politico-governativa e lo sviluppo economico dell’area, al punto che Marco Polo tramandò una serie di testimonianze scritte che ne tessevano le lodi.

Beijing-Hangzhou Grand Canal

In qualità di Patrimonio dell’Umanità, dal 2014 il Gran Canale (noto anche come Canale Jing-Hang o Canale Imperiale) è un sito protetto dall’Unesco grazie all’incalcolabile valenza storico-ingegneristica. La sua costruzione si fa risalire all’anno 605, quando l’imperatore Sui Yangdi pretese una via fluviale commerciale che collegasse Nord e Sud del Paese, anche se le sue tracce apparvero ancora prima, in uno scritto di Confucio del 486 a.C.

Raggiunta sotto la dinastia Yuan la lunghezza di 2.000 chilometri, fino al confine con la Corea, nel 1411 il Gran Canale fu ristrutturato dai Ming per un ulteriore implemento commerciale. Tuttavia, verso la metà del XIX secolo, la concorrenza della ferrovia, da una parte, e la corruzione dei funzionari incaricati alla manutenzione, dall’altra, favorirono il suo inesorabile declino.

Beijing-Hangzhou Grand Canal

Tra gli anni Cinquanta e Ottanta del secolo scorso, il governo dispose la riqualificazione del fiume, che tornò a rappresentare un’importante arteria nell’economia cinese, anche se navigabile solo fino a Jining a causa dell’accumulo di depositi melmosi e della mancanza d’acqua. Il lungo lavoro di bonifica portò alla costruzione di 12 nuovi moli turistici e 6 ponti pedonali, oltre al rinnovo degli 8 già esistenti, ma soprattutto deviò 480 milioni di metri cubi d’acqua al fine di ripristinare la navigabilità.

Beijing-Hangzhou Grand Canal

Oggi questa meraviglia ingegneristica è finalmente riaperta alla navigazione turistica per 13,7 chilometri attorno alla città di Cangzhou – per questa ragione attualmente nota come la città del Nord del Grand Canal – consentendo a tutti di respirare e ammirare la storia della Cina antica. L’ambizioso progetto si colloca oltre il semplice giro turistico in crociera, prevedendo un “corridoio ecologico” che punti a rinforzare l’inverdimento delle sue sponde, per mezzo di una politica green finalizzata alla protezione dell’intero ambiente naturale.

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