Buggerru: la Sardegna che sa di Hawaii

di Roberto Parretta

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n Sardegna esistono luoghi dove il tempo scorre più lento, dove l’acqua non è solo mare, ma forza viva, che modella le scogliere e detta il ritmo delle giornate. Uno di questi luoghi è Buggerru, un piccolo borgo minerario affacciato sul blu della costa sud-occidentale della regione, dove ci sono canyon di pietra, onde da cavalcare e una lunghissima storia da scoprire (con tanti “episodi” incisi nella roccia).

Buggerru: il surf come alle Hawaii

Chi ama il surf probabilmente ha già sentito parlare delle onde di Buggerru: potenti, costanti, generose. Ma anche chi non ha mai messo piede su una tavola può lasciarsi affascinare da questa località che, con oltre 200 giorni all’anno di swell, è stata ribattezzata “Hawaii del Mediterraneo” e, per una volta, l’iperbole non è del tutto fuori luogo. A fare la differenza, qui, è la posizione geografica: aperta a ogni perturbazione, la costa riceve onde tutto l’anno, diventando un paradiso per longboarder, shortboarder e principianti. La spiaggia di San Nicolò è il campo base ideale per i primi tentativi, mentre la baia selvaggia di Cala Domestica regala emozioni più intense, con scogliere che sembrano prese in prestito da un paesaggio nordico.

Buggerru: a scuola di surf

Al Buggerru Surf Club si può assistere, quando sono in programma, a eventi e gare sotto l’egida del Coni e della federazione italiana, mentre alla Buggerru Surf School è possibile prendere lezioni, oltre che a rappresentare un importante punto di riferimento per tutto quello che può servire a organizzare una vacanza. Sono tre gli spot da segnalare: “Il molo”, dove tendenzialmente ci si ferma solo per guardare, mentre alla “spiaggia di San Nicolò” e al “Portixeddu” è possibile provare il surf e prendere lezioni.

Buggerru: il passato rivive nei musei 

Ma l’acqua, a Buggerru, racconta anche altre storie. Come quella della Galleria Henry, un cammino scavato nella roccia sospeso tra mare e cielo, che un tempo serviva alle miniere e oggi è un punto panoramico unico, dove le onde si infrangono sotto i piedi. O quella custodita nei piccoli musei del borgo: il Museo del Minatore e il Museo del Surf, due facce della stessa medaglia, che parlano di fatica e libertà, di passato industriale e passioni moderne.

Buggerru: dormire dove si sentono le onde

Per chi arriva fin qui, l’Hotel La Rosa dei Venti è l’hotel dei sogni: a due passi dal porto e con una vista che vale il viaggio. Le camere sono ampie e luminose, arredate in stile mediterraneo, molte delle quali con balcone privato e vista mare. C’è anche una terrazza panoramica, luogo perfetto per chiudere la giornata con un aperitivo e la brezza del mare che pettina (o spettina) i capelli. La struttura è parte della LVG Hotel Collection e come caratteristico del gruppo, ha un’anima familiare: qui si parla la lingua dei surfisti, ma anche quella dei viaggiatori che cercano natura, silenzio, autenticità. Chi ha voglia di esplorare può noleggiare una bici e perdersi tra vecchie ferrovie, miniere abbandonate e sentieri che portano a calette segrete.

Buggerru: quando andare? Sempre

Lontana dai flussi turistici più affollati, Buggerru è una destinazione ideale anche fuori stagione. L’autunno e la primavera regalano luce dorata, onde perfette e una tranquillità che pochi altri luoghi possono offrire. In un tempo in cui l’acqua è sempre più minacciata o banalizzata, qui resta protagonista, libera e selvaggia. Un ottimo riferimento per gustarsi anche una vacanza nel rispetto dell’ambiente è Buggerru Green Tourism, che tra hotel, appartamenti, b&b, noleggi ed escursioni rappresenta un aiuto importante per il turista. Per chi cerca una vacanza che profuma di sale, silenzi e vento, Buggerru è una promessa mantenuta.

Foto Buggerro Surf Club e Buggerru Green Tourism

Laureata in Lettere Moderne, sono giornalista professionista dal 2011 e vivo a Venezia. Collaboro con diverse testate online e offline. Mi piace scrivere di cose belle e buone: viaggi, cibo&vino, cultura e ambiente. Amo camminare, in spiaggia o nei boschi. Sono curiosa, leggo e prendo sempre appunti.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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