di Carolina Saporiti
ra vulcani spenti e sorgenti termali, un itinerario nelle spa storiche e contemporanee dell’Alvernia (Auvergne): Vichy, Chaudes-Aigues e le nuove strutture dedicate al benessere. Quando si arriva in questa regione - ancora poco conosciuta della Francia - potrebbe sembrare di trovarsi davanti a un paesaggio quieto, per via dei prati, laghi e villaggi; in realtà è il risultato di un’energia antica: quella di oltre duecento vulcani, oggi silenziosi, ma ancora presenti sotto la superficie ed è proprio da qui, dalle profondità della terra, che nasce la sua vocazione più autentica, l’acqua.
Auvergne e wellness: i romani
In questa regione lontana dalle rotte più battute, come spesso accade in quelle che oggi sono località termali affermate, il benessere è una pratica millenaria. I Romani lo avevano capito per primi, costruendo complessi termali attorno alle sorgenti. Oggi quella tradizione si è evoluta in qualcosa di unico: in Francia, infatti, le cure termali sono parte integrante del sistema sanitario, prescritte dai medici e praticate con rigore. Eppure, nonostante tutto, l’Auvergne resta una destinazione non troppo affollata. “È più un segreto che una regione”, scriveva il giornalista Alexandre Vialatte della sua terra natia.
Auvergne e wellness: Vichy l’elegante
A Vichy tutto sembra ancora legato a un’idea ottocentesca di benessere. Passeggiando tra i parchi e le architetture Belle Époque, si percepisce l’ambizione di Napoleone III, che trasformò la città in una destinazione termale d’élite. Il cuore è la Hall des Sources, una struttura luminosa dove l’acqua sgorga ancora oggi, da bere prima ancora che da immergersi. Qui il wellness ha una doppia anima: medica e contemplativa. Si viene per trattare disturbi digestivi o reumatologici, ma anche per rallentare. Il Célestins Thermal Spa, ad esempio, propone programmi che parlano il linguaggio contemporaneo del benessere, tra detox digitale e percorsi anti-stress. Fuori, la città invita a non avere fretta, tra dettagli Art Déco e memorie storiche, anche quelle più complesse.
Auvergne e wellness: Mont-Dore e il respiro della montagna
Ai piedi del Puy de Sancy, nel Massiccio Centrale, Mont-Dore è un luogo dove l’acqua incontra l’aria. Qui le terme sono immerse in un paesaggio di montagna e l’esperienza è tanto respiratoria quanto termale. Le Thermes du Mont-Dore, con le loro cupole e i mosaici, sembrano un miraggio orientale incastonato nella roccia vulcanica. George Sand le descriveva come un monumento, e ancora oggi l’impressione è quella di entrare in uno spazio quasi fuori dal tempo. Le acque, ricche di silice e calde fino a 44°, sono utilizzate soprattutto per curare e trattare le vie respiratorie e i disturbi articolari, mentre fuori il paesaggio è un invito a camminare e rallentare.
Auvergne e wellness: Chaudes-Aigues, dove l’acqua è fuoco
Nel Cantal, Chaudes-Aigues racconta un’altra faccia del termalismo. Qui l’acqua emerge a temperature tra le più alte d’Europa – fino a 82°- e per secoli è stata utilizzata anche per riscaldare le case del villaggio. Oggi il centro termale Caleden traduce questa energia primordiale in un’esperienza contemporanea, con piscine, trattamenti e percorsi benessere, ma fuori dalle strutture, il ritmo resta quello lento di un borgo di montagna. È un luogo più essenziale, quasi ruvido, dove si può sperimentare il contatto diretto con gli elementi.
Auvergne e wellness: tra storia e nuove rotte
L’Auvergne è anche una costellazione di località meno note, disseminate lungo la cosiddetta “Spa Route” del Massiccio Centrale. A Royat-Chamalières le acque scorrono accanto a eleganti edifici Belle Époque, frequentati un tempo da artisti e sovrani. A Bourbon-l’Archambault, invece, la storia si intreccia con quella della dinastia dei Borbone, dove accanto agli stabilimenti ottocenteschi si possono visitare i castelli medievali. Oltre questi luoghi storici, emergono anche nuove visioni del benessere: resort contemporanei come l’Aïga Resort di Châtel-Guyon, centri immersi nella natura come Châteauneuf-les-Bains, o destinazioni più olistiche come Néris-les-Bains, dove alle cure termali si affiancano pratiche come la sofrologia e lo shiatsu.