“Valore Acqua” e il “Libro Bianco”: gestire la risorsa idrica in Italia è un’urgenza
di Roberto Parretta
i è tenuto sotto la magnifica volta dell’Acquario Romano l’evento finale della Community Valore Acqua, la piattaforma di confronto di alto livello attivata da The European House–Ambrosetti nel 2019 che tratta il tema della gestione della risorsa acqua come driver di competitività e sviluppo industriale sostenibile, con l’obiettivo di avanzare proposte al sistema-Paese.
Valore Acqua: i lavori a Roma
Con l’ambizione di di incidere in modo significativo nel percorso di modernizzazione e rilancio sostenibile, Valore Acqua ha ospitato a Roma due giorni di lavori, culminati con la presentazione del “Libro Bianco 2026” della Community, introdotto dalla relazione di Valerio De Molli, Managing Partner&CEO, TEHA Group e The European House-Ambrosetti. Al centro del lavoro l’urgenza di gestire la risorsa idrica in Italia a causa dello stress idrico crescente, con un costo per gli italiani di 227 euro pro capite. Tra i punti chiave del Libro Bianco l’esposizione a siccità e alluvioni, aggravata da scarse infrastrutture e la rappresentazione di una Italia paese più “idrovoro” d’Europa (130 miliardi di metri cubi di acqua utilizzati ogni anno) e primo consumatore di acqua in bottiglia (249 litri pro capite). L’acqua è un’infrastruttura invisibile ma essenziale: sostiene circa il 20% del PIL italiano e un ampio sistema produttivo. Il cambiamento climatico accentua il paradosso tra siccità ed eventi estremi, aumentando i rischi per territori ed economia. Per questo innovazione, digitalizzazione e il ruolo delle utility guidano la transizione verso una gestione più efficiente, predittiva e sostenibile. La gestione sostenibile e innovativa della risorsa idrica è al centro delle raccomandazioni per il prossimo decennio.
Valore Acqua: i comportamenti
L’impatto dell’acqua in Italia si estende a una filiera ampia: oltre 1,1 milioni di aziende agricole, circa 330.000 imprese manifatturiere idrovore e più di 10.000 aziende energetiche dipendono direttamente dalla disponibilità idrica. Sulla risorsa si fa forte una pressione che rafforza il rischio di squilibri tra domanda e disponibilità, in un contesto globale segnato dalla crescente scarsità e dalla cosiddetta “bancarotta idrica”. Sul fronte dei comportamenti, il 96% degli italiani dichiara di adottare misure per ridurre i consumi e il 57% lo fa quotidianamente, ma solo il 4% è in grado di quantificarli con precisione; oltre il 25% non sa stimarli.
Valore Acqua: le infrastrutture
Il sistema infrastrutturale resta uno dei principali punti critici. In Italia si perde oltre il 40% dell’acqua immessa negli acquedotti. Il dato evidenzia la necessità di interventi strutturali e investimenti per migliorare l’efficienza e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Sul fronte operativo, le utility stanno accelerando sull’innovazione. Tra il 2020 e il 2025 sono stati installati oltre 220 sensori su più di 1.100 km di rete fognaria. Le analisi mostrano che circa il 30% delle reti monitorate è interessato da infiltrazioni parassite, con impatti sui volumi da trattare e sulla pressione degli impianti. Secondo le stime, servirebbero almeno 2 miliardi di euro in più all’anno per mettere in sicurezza il sistema idrico. Permane un forte divario: al Nord si investono circa 90 euro per abitante, contro i 22 euro del Centro-Sud. Inoltre, viene raccolto meno del 14% dell’acqua disponibile, segnale di un potenziale infrastrutturale ancora inespresso.
Valore Acqua: sicurezza e rischi
Tra le nuove criticità emerge la sicurezza: gli attacchi cibernetici alle infrastrutture sono cresciuti del 27,4%, ampliando la vulnerabilità del sistema idrico. Il quadro complessivo indica un settore in trasformazione ma ancora sotto pressione. L’acqua si conferma un fattore strategico per economia, sicurezza e sviluppo: la sfida è coniugare investimenti, innovazione e consapevolezza per costruire un sistema più efficiente e resiliente.
Valore Acqua: la Community
La Community Valore Acqua si pone come obiettivo quello di rappresentare “il think tank di riferimento per l’elaborazione di scenari, strategie, best practice e politiche per la filiera estesa dell’acqua in Italia e l’ottimizzazione del suo sviluppo a livello nazionale, regionale e comunale affinché il Paese possa posizionarsi come benchmark di riferimento europeo e mondiale”. All’evento finale di Roma sono stati accolti fra i relatori Loic Fauchon (presidente di World Water Council), Eric Mamer (direttore generale Ambiente alla Commissione Europea), Patrizio Giacomo La Pietra (Sottosegretario al Ministero dell’agricoltura), Grammenos Mastrojeni (vice segretario Unione per il Mediterraneo).