The 8th Continent, la stazione galleggiante che rimuove la plastica dal mare

di Ludovica De Fazio

L

a designer slovacca Lenka Petráková, Senior designer presso Zaha Hadid Architects a Londra, ha vinto il primo premio al Grand Prix Award 2020 per l'Architettura e l'Innovazione del Mare dalla Fondazione Jacques Rougerie, un istituto francese che premia progetti visionari che incoraggiano collaborazioni sostenibili tra scienziati e designer.

E’ solo un progetto, o meno un pluripremiato progetto, in quanto la stazione galleggiante denominata The 8th Continent (l’ottavo continente) è stata ideata per cercare di risolvere uno dei problemi di inquinamento più urgenti al mondo: i rifiuti di plastica negli oceani che attualmente ricoprono circa 1,6 milioni di metri quadri nel Pacifico settentrionale – noto come great pacific garbage patch – e come suggerisce la stessa Petráková, potrebbe essere considerato l’ottavo continente del mondo.

«Anche se è un progetto non costruito, come diceva Jules Verne, tutto ciò che un uomo può immaginare, un altro uomo può renderlo reale», dice Petráková. «E credo che oggi sia il momento di immaginare un futuro più pulito, più sostenibile dal punto di vista ambientale e modi per raggiungerlo con creazioni tecniche, architettoniche e artistiche, per permetterci di costruirle per il nostro e il domani migliore del mondo».

Il modello di Petráková è completamente autosostenibile, costituito da edifici interconnessi a forma di petalo che si ergono su piattaforme simili a tentacoli e lavorano tutti insieme per raccogliere detriti di plastica dalla superficie dell’acqua e trasformarli in materiale riciclabile. Il prototipo presenta anche un centro di ricerca e istruzione che studia e mette in mostra gli ambienti marini, una serra in cui le piante vengono coltivate utilizzando la coltivazione idroponica – un metodo per coltivare piante senza suolo usando solo acqua – e strutture abitative per i ricercatori della stazione.

Il prototipo di Petráková è concettualizzato per essere autosufficiente e adattarsi e beneficiare dell’ambiente oceanico. Gli edifici sono progettati per consentire al vento di passare attraverso la stazione, rendendola flessibile e resistente ai forti venti oceanici, raccogliere l’acqua per l’irrigazione con centri di desalinizzazione e sfruttare l’energia mareomodale e solare per massimizzare la salute dell’oceano che la circonda.

Lenka Petráková
Elon Musk

«Credo che Elon Musk sarebbe un grande mecenate del progetto data la sua energia ed eccitazione per spingere la tecnologia in avanti e per la ricerca di nuovi territori», ha dichiarato Petráková in una recente intervista.

Sono una studentessa di chimica farmaceutica, che tra una formula e l’altra, si dedica allo sport, in particolar modo a quello in acqua, luogo che mi appartiene da quando sono piccola e in cui mi sento libera e spensierata. Mi diverto a scrivere, leggere, viaggiare e conoscere posti e sensazioni nuove ogni giorno, per migliorarmi e per apportare sempre un qualcosa in più in tutto quello che faccio. Il mio motto è “Ad maiora” e non a caso vivo e studio nella città dove tutto è più grande e maestoso, Roma

TOP

 

 

Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

SEGUI LE NOSTRE

“ONDE BLU”!!!