La leggenda di Popeye: il marinaio è esistito davvero, ma…

di Redazione

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l cappello da marinaio e la pipa in bocca, l’occhio guercio e l’àncora tatuata sul nerboruto avambraccio, ma soprattutto un uppercut da far impallidire ogni avversario – di qualsiasi taglia – gli capitasse a tiro: non esiste persona al mondo che in questi tratti non riconosca Popeye, dalle nostre parti meglio noto come Braccio di Ferro.

Popeye "Braccio di Ferro"
Popeye "Fraccio di Ferro"

I fumetti che vedono protagonista il burbero marinaio si tramandano dal 1929, tenendo incollate più generazioni alle vigorose imprese in soccorso dell’amata Olivia, grazie a una miracolosa lattina di spinaci trangugiata avidamente un attimo prima di scagliarsi contro i malcapitati di turno.

Popeye con Olivia

Ciò che non tutti sanno, probabilmente, è che Popeye non rappresenta solo il frutto della fantasia del fumettista Elzie Crisler Segar per il New York Journal – da cui poi avrebbero tratto ispirazione una serie di cortometraggi cinematografici e il cartone animato sul piccolo schermo – ma un uomo esistito davvero.

Lo scatto del Popeye in bianco e nero che circola sul web parla da sé, senza lasciare spazio alle interpretazioni. Credibile è anche il suo bizzarro pseudonimo, derivante da “pop-eyes”, soprannome attribuitogli per via degli occhi sempre gonfi a causa delle continue risse in cui finiva coinvolto.

Anche la sua Olivia Oyl riproduce un personaggio reale: l’incantevole Dora Paskel, donna benestante molto appetita nella sua comunità, nonché proprietaria della bottega più rinomata del paese: motivo da cui, verosimilmente, trae origine il nomignolo “olio di oliva”.

Dora Paskel in arte Olivia Oyl

Se alla sua adorata è riconducibile un identikit con tanto di nome e cognome, lo stesso non può dirsi tuttavia per Braccio di Ferro. La leggenda metropolitana che circola online vuole che la sua figura sia riconducibile a un tale di nome Frank “Rocky” Fiegel, marinaio polacco emigrato negli States, Noto per scorribande e combattimenti affrontati con una forza fuori dal comune, secondo molti, sarebbe stato lui a ispirare la matita di Segar, il quale lo avrebbe notato per caso in Illinois prima di diventare suo amico. La lapide di Fiegel recherebbe addirittura il testo: “Rocky, 27 January 1868 – 24 March 1947, ispiration for Popeye, the sailor man”, con tanto di logo inciso.

Frank "Rocky" Fiegel in arte Popeye

In realtà, come verificato da Snopes e confermato da NewsBreak, i riferimenti a Frank sono stati smentiti a più riprese: oltre a non essere stato un marinaio, bensì un lavoratore occasionale come barista e operario, è accertato che le sue spoglie non riposano in America ma a Chester, in Inghilterra. Inoltre, una rara foto del “vero” Frank fu pubblicata sul Southern Illinoisian dell’8 aprile 1979, mentre dello scatto fake divenuto virale non coincidono le date: secondo le stime Fiegel avrebbe dovuto avere 72 anni, età che non trova il minimo riscontro nell’immagine.

I fatti, da una parte, raccontano di una foto dalla sbalorditiva somiglianza, che azzera i dubbi circa l’esistenza di un Popeye nel mondo reale; dall’altra lasciano la certezza che non si tratti di Fiegel e il mistero di un nome rimasto ignoto. Nel frattempo, in attesa che l’enigma venga un giorno risolto, il suo volto in carne e ossa potrà tornare utile per invogliare i vostri bambini a divorare spinaci.

Popeye con Olivia

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