di Carolina Saporiti
er gli Antichi Egizi il Nilo era una divinità, da lui dipendeva la vita abbondante e ricca che permise a questa civiltà di diventare una delle più fiorenti. E ancora oggi il Nilo è importantissimo per gli Egiziani, che infatti lo descrivono come un fiume generoso, perché grazie alle sue acque fertili il Paese riesce a coprire la produzione di ortaggi necessaria per tutta la popolazione. Se si volasse sopra il Nilo, invece noi ci imbarcheremo, ma solo per un attimo immaginiamo di sorvolarlo, capiremmo meglio.
Il Nilo che è uno dei fiumi più lunghi del mondo che scorre da sud verso nord, dall’alto è un lungo nastro blu; attorno, i suoi argini sono verdi e rigogliosi, ci sono prati dove pascolano le mucche, alte palme e subito dopo grossi campi coltivati. Poi, all’improvviso, in maniera netta, il verde finisce e il terreno diventa di colore giallo oro, è il colore della sabbia del deserto. Il limo del Nilo che viene rilasciato con le inondazioni è particolarmente fertile e ha consentito a un Paese desertico come lo è l’Egitto di poter non solo provvedere al sostentamento, ma di far prosperare una civiltà. E una crociera sul Nilo è uno di quei viaggi che entra dentro e va sotto pelle. Sarà perché gli Egizi li abbiamo studiati tutti da bambini, sognando le imprese faraoniche, sarà perché siamo tutti cresciuti con il mito non solo delle Piramidi ma anche dei templi d’Egitto, sta di fatto, che si può senza dubbio dire che la crociera sul Nilo sia uno dei viaggi della vita.
Il viaggio può andare da nord a sud o viceversa, e poco cambia, perché le tappe non hanno ovviamente un ordine cronologico e anzi in ogni sito che si visita le epoche diverse del regno si sovrappongono. Per questo è fondamentale affrontare questo viaggio con un egittologo. Ci sono dei viaggi in cui non si può fare a meno di una guida e questo è uno di quelli. Anche le imbarcazioni variano: ci sono quelle più grandi ed economiche e poi ci sono le stupende dahabiya, che sono barche tradizionali più piccole e con vele. Ci sono anche le feluche che in genere però, trattandosi di imbarcazioni molto piccole, vengono usate solo per brevi navigazioni.
La crociera sul Nilo è una navigazione lenta, per questo il consiglio è di partire muniti con un buon libro (o anche più di uno se si è grandi lettori), perché se di mattina si visitano i siti archeologici, il pomeriggio in genere è dedicato alla navigazione per raggiungere la tappa successiva. E se il tempo lo consente – in genere anche in inverno – quelle ore lente le si trascorre sul pontile della barca sdraiati, sorseggiando un drink o un tè.
Se si decide di viaggiare verso sud, il viaggio di solito inizia con una prima tappa al Cairo dove oltre a visitare le piramidi, una visita guidata del Museo Egizio (finalmente ha aperto la sede nuova che si trova proprio a Giza, a poca distanza dalle piramidi) permette di iniziare a familiarizzare con la civiltà egizia, imparando a distinguere le raffigurazioni dei faraoni, alcune divinità e qualche geroglifico: è affascinante e si torna un po’ bambini. Quindi dal Cairo, con un volo si raggiunge Luxor, dove finalmente ci si imbarca, dopo aver visitato i templi di Luxor e Karnak e la Valle dei Re.
Viaggiando con le dahabiya si può personalizzare l’itinerario e ci si può fermare anche in porti più piccoli, altrimenti l’itinerario è “segnato” e quindi dopo Luxor si arriva a Edfu, poi a Kom Ombo e infine ad Assuan con la visita (in genere facoltativa e da pagare a parte) ad Abu Simbel e ai Templi di File – da non perdere. Gli Egizi erano moderni in molte discipline, sicuramente in medicina e a Kom Ombo sono raffigurati con geroglifici alcuni attrezzi usati dai dottori dell’epoca e che si possono considerare gli “antenati” di forbici e bisturi.
Interessante poi è scoprire come questi imponenti strutture le cui costruzioni potevano durare ben oltre la durata della vita del faraone regnante, erano dedicate prevalentemente al culto dei morti. Per gli Egizi infatti la vita dopo la morte era più importante di quella terrena e tutto ruotava attorno alla preparazione della vita dopo la morte. È un viaggio straordinario che permette di riconnettersi con una storia che è poi la nostra storia, attraverso la potenza dell’acqua.