Ogyre: la start-up di costumi e accessori in plastica riciclata

di Martina Grandori

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er fare un bikini ci vogliono 2 chili, per un boxer da mare idem, per una borraccia 1 chilo, per una giacca imbottita 6 chili. Parliamo di chili di plastica, quelli recuperati dai mari da Ogyre, società benefit e start-up innovativa italiana a vocazione sociale, il cui nome deriva da Ocean Gyres, le correnti oceaniche circolari, fondamentali per l’ecosistema, oggi purtroppo note per intrappolare la plastica in enormi isole di rifiuti.

Il progetto di Ogyre – sustainable partner del team di Luna Rossa – è raccogliere la plastica e trasformarla in qualcosa di uso comune, darle una seconda opportunità di vita in nome della circolarità. Sono partiti nel 2021 coinvolgendo 55 pescherecci e raccogliendo 6.405 chili di rifiuti all’anno, prevedono di arrivare al 2024 con una flotta di 670 imbarcazioni e 1.086.000 chili di fisghing for littering portati sulle coste e poi smaltiti.

Contribuire al problema ambientale – la peste dei nostri tempi la plastica – ma anche una vocazione ad aiutare le piccole comunità locali di pescatori brasiliani, indonesiani e italiani dandogli un impiego, remunerato, sgravandoli però del complesso sistema di stoccaggio e dai costi di smaltimento, una salvaguardia delle acque all’insegna di una circolarità anche etica e sociale.

La missione di Ogyre non è solo di raccolta rifiuti, attraverso la cooperazione di ong locali, il team sta cercando anche di catalogare e mappare la tipologia di spazzatura raccolta. Se nel 2050 ci sarà più plastica che pesce, e ognuno di noi, si stima, ingerisce inconsciamente settimanalmente un quantitativo di plastica pari ad una carta di credito, l’urgenza dovrebbe far capire sempre più chiaramente quanto acquisti sostenibili abbiano un valore non solo intellettuale ma pratico.

Comprando un prodotto Ogyre, si contribuisce in maniera diretta a sostenere questa piattaforma globale – la prima – di fishing for litter, l’80% delle specie viventi vive sott’acqua, il 45% dell’ossigeno arriva dagli oceani, 1/4 della produzione di Co2 viene assorbita dal mare.

Dagli esordi del 2021, sono nate interessanti collaborazioni, fra cui quella con Corona, primo brand di bevande al mondo a impatto zero per quanto riguarda la plastica: Salvamare è la collezione di prodotti beachwear in poliestere ricavato da plastica rigenerata, che contribuisce a rimuovere chili di rifiuti plastici dai mari.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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“ONDE BLU”!!!