di Roberto Parretta
isola Polvese è la più grande delle tre presenti nel lago Trasimeno. Si tratta di un vero e proprio parco scientifico e didattico, un luogo dove ci si dimentica di qualsiasi rumore molesto e dove vi ritroverete catapultati indietro nel tempo fino al medioevo. Nel cuore dell’Umbria, in provincia di Perugia, dove il turismo è per fortuna ancora a misura d’uomo, è il luogo ideale per chi cerca una vacanza lontana dal frastuono e dalla mondanità: ovviamente, se si sceglie questa meta, bisogna essere ben consapevoli di quel che si troverà. Per questo ecco una piccola guida per l’isola Polvese.
Isola Polvese: come arrivare
Per girare tutta l’isola Polvese seguendo i percorsi previsti e visitare tutti i luoghi d’interesse basta e avanza una mezza giornata, tanto che durante l’anno diventa meta di escursioni didattiche per le scuole. Per una permanenza piú prolungata, invece, esistono due strutture ricettive per godersi più a lungo pace, solitudine e natura: l’ostello Trasimeno Nature House, con stanze per tutte le esigenze (famiglie, coppie, gruppi), dove l’accoglienza famigliare di Andrea vi farà sentire decisamente a casa, e il Resort, un’elegante dimora storica restaurata con cura. Come arrivarci: se siete in macchina, lasciatela ai parcheggi gratuiti in prossimità del molo di San Feliciano e prendete il traghetto (9.20 il primo che parte, 19.20 l’ultimo per tornare, frequenza di un’ora e 10 circa).
Isola Polvese: le due spiagge
A pochi minuti dallo sbarco si trova la spiaggia Impact Zero Beach Bar, con ombrelloni di paglia e alberi sotto i quali potrete sistemarvi a due passi dall’acqua. Il bar-ristorante, gestito sempre da Andrea e dalla socia Chiara, offre molte opzioni per il pranzo, pasta, pesce, insalate, la caratteristica torta al testo. Anche i lettini se volete stare più comodi in riva al lago. Proseguendo oltre la prima, sul sentiero del lungolago si arriva alla seconda spiaggetta, meno attrezzata.
Isola Polvese: la storia
L’isola Polvese è anche un vero e proprio parco archeologico, con tracce che riportano agli antichi romani, come un muretto di opus reticulatum (la distintiva tecnica utilizzata per costruire un muro), alle rilevanti memorie storico-architettoniche che attraversano 6 secoli di storia: dalla Chiesa di San Giuliano (XI secolo), a quella di San Secondo (XII), dal Monastero dei Monaci Olivetani (XV) al Castello di Difesa (XV). Fino alla più recente Piscina Porcinai, che prende il nome dal nome del noto architetto italiano del paesaggio Pietro Porcinai, che curò il progetto del Giardino delle Piante Acquatiche voluto dal Conte Giannino Citterio alla fine degli anni 50. Curiosità: l’evento religioso più importante sull’isola è datato 1495, quando Papa Pio II venne in visita soggiornando a San Secondo. Il castello, invece, trova le sue origini nel XIII secolo e in realtà nasce come struttura difensiva, con varie fasi di lavori completate nel 1431.
Isola Polvese: la fitodepurazione
All’interno dell’Isola è presente un oliveto di 34 ettari che comprende circa 6.000 piante secolari, maestose come veri e propri monumenti. L’origine dei primi oliveti rimane incerta, ma si stima che alcuni esemplari abbiano oltre 500 anni. La Piscina Porcinai fa parte del complesso di fitodepurazione presente sull’isola Polvese, un sistema naturale di trattamento delle acque reflue che utilizza piante acquatiche e microrganismi per depurare l’acqua. Una delle soluzioni adottate sull’isola per la gestione sostenibile del territorio assieme all’agricoltura biologica e all’utilizzo di energie rinnovabili.
Isola Polvese: acqua e plastica
A proposito, un ultimo consiglio. Se potete, andate all’isola Polvese muniti di borraccia per l’acqua, che potrete riempire nelle numerose fontane che troverete sparse lungo i percorsi. Se non l’avete, la potete acquistare al bar Impact Zero e riempire anche con buonissima acqua frizzante ed evitare così di utilizzare le bottigliette di plastica. Anche questo è un grande segno di educazione ambientale che da questa isola del Trasimeno andrebbe esportato ovunque.