Mermaiding, nuotare come una sirena

di Francesca Liberini

A

lzi la mano chi non ha mai pensato di nuotare come Ariel, la protagonista del cartoon Disney “La Sirenetta”, sognando di esplorare con la vostra coda colorata i fondali marini più affascinanti, ecco una buona notizia: sirene si può diventare.

O meglio, ci si può iscrivere a un corso di Mermaiding e si può imparare a nuotare con una variopinta monopinna per sentirsi le principesse del mare.

Il termine Mermaiding letteralmente significa “agire come una sirena” ed è proprio questo che si insegna nei corsi, a nuotare compiendo movimenti fluidi del bacino e tenendo le gambe unite, come fossero una pinna caudale, grazie all’uso di una guaina che avvolge il corpo dai fianchi fino ai piedi e termina con una monopinna. 

Nata nelle Filippine nel 2004 come forma di spettacolo, questa idea negli anni si è sempre più strutturata, dopo essere sbarcata negli Stati Uniti, si è diffusa principalmente in Florida intorno al 2008 fino a divenire sport ufficiale nel 2010.

Le sirene professioniste spesso nuotano in produzioni o spettacoli dal vivo, filmati o sono fotografate e assunte per eventi speciali, ma tutti possono divenire delle sirene, esistono infatti corsi per adulti e bambini finalizzati all’insegnamento di questa disciplina acquatica che permette di muoversi con la pinna caudale come delle sirene, le mitologiche figure metà donna e metà pesce.

Grazie all’utilizzo di una guaina che racchiude il corpo dai fianchi ai piedi e termina con una monopinna, una volta indossata, si nuota compiendo movimenti fluidi del bacino, utilizzando entrambe le gambe unite, in quanto nella monopinna vengono inseriti entrambi i piedi.

La guaina con la monopinna è di plastica flessibile ed è ricoperta di un tessuto morbido e resistente che permette ad ogni pinnata spostamenti subacquei veloci e dinamici; il tessuto è una lycra, neoprene o silicone, tutti coloratissimi che simulano l’effetto delle squame del pesce.

Il Mermaiding è uno sport adatto a tutti, gli unici requisiti richiesti sono l’essere capaci di nuotare e avere un fisico attivo, che si muova con agilità, oltre avere un po’ di acquaticità e il desiderio di vivere il mare con rispetto e amore.

Se praticato con costanza e dedizione questo sport genera una serie di benefici, sia fisici che mentali. Nuotando con addosso la guaina, viene attivata tutta la catena muscolare e scheletrica inferiore, senza alcuno sforzo della schiena perché i movimenti sono compiuti in acqua e questo determina un rafforzamento dei muscoli dorsali, una tonificazione dei glutei e degli arti inferiori, con un immediato effetto sul benessere generale del corpo, armonizzando la figura e migliorando la respirazione, flessibilità delle caviglie, della fascia lombare della schiena, delle spalle, busto e degli addominali.

A livello psicologico nuotare come una sirena aumenta l’autostima e la consapevolezza di sé stessi e spinge a liberarsi da blocchi e paure.  Nuotando sott’acqua, in assenza di rumore, immersi nell’acqua, circondati dalla flora e fauna marina, cullati dalle onde, ascoltando il proprio respiro e il battito del proprio cuore ci si riconnette con sé stessi nel rispetto della propria natura.

La tradizione italiana e mediterranea racconta di miti e leggende sulle sirene, dalle figure oniriche e ammaliatrici di Ulisse a Partenope che diede origine al golfo di Napoli, tutte avevano il loro fascino ed erano avvolte nel loro mistero, così come affascinante è la pratica di questo sport in mare che prevede una totale fusione con la natura e con gli esseri viventi che la popolano.

Vivo nell’acqua sin da bambina, al punto da farla diventare un lavoro, oltre che una passione, insegnando nuoto ad adulti e piccini. Per ampliare le mie conoscenze e avere una preparazione professionale nei settori relativi alla preparazione fisica, allenamento e riabilitazione, ho scelto il percorso di laurea in Scienze Motorie e Sportive e perfezionamento con laurea magistrale in Attività Motorie Preventive e Adattate (AMPA) presso l’Università degli Studi del “Foro Italico” di Roma. E ora ho realizzato il mio sogno: laurearmi all’Università dello Sport nel complesso sportivo più bello del mondo!!! È evidente che amo lo sport in ogni sua forma, ma non nego che i miei favoriti sono quelli che comprendono l’acqua… non a caso il mio profumo preferito è il “cloro”!!!

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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