Le Jardin Secret: da Marrakech un luogo di acqua e rigenerazione

di Martina Grandori

M

arrakech caput mundi più che mai. Marrakech, la città che ti ruba l’anima, ti rapisce in quella sua dimensione in bilico fra lusso e glamour e l’odore acre, la polvere i rumori della Medina e della piazza Jemâa el-Fna, luogo immenso e brulicante di persone, dove si è sopraffatti da una moltitudine di emozioni.

Marrakech, Marocco

Marrakech la città che ha sedotto negli anni Sessanta Yves Saint Laurent, per lui fu una rivelazione, molta della sua moda rivoluzionaria parte da questo luogo: qui decise di abitarvi per decenni insieme al suo compagno Pierre Bergé nella sua villa blu Majorelle, quell’iconico blu inventato dal pittore Jacques Majorelle i cui giardini sono un eden, è oggi uno dei simboli della città.

Villa Blu Majorelle, Marrakech, Marocco

Jet setter come Talitha e Paul Getty, Mick Jagger e Marianne Faithfull, o Winston Churchill e Alfred Hitchcock sono stati ambasciatori di questa vita esotica, internazionale e dégagé che tutt’oggi fa ancora sognare. Non ultimo il famosissimo profumiere e naso Serge Lutens, qui vi ha trascorso molti anni, 35, della sua vita e nella Medina ha costruito un riad incantevole, oggi Fondazione e spazio mussale di 3000 metri quadri da non perdere con un giardino interno, composto da palme, gelsomini e piante ombellifere cullato dal suono riposante delle immancabili fontane, grandi protagoniste dei giardini islamici, altro grande richiamo della città.

Marrakeche, Marocco

Come Le Jardin Secret, punta di diamante delle attrazioni della città, da poco inaugurato nel cuore della Medina con un delizioso bar sul roof top. Appena si varca l’ingresso di questo edificio di più di 400 anni, fatto costruire dalla dinastia Saadiana si entra in un piccolo paradiso, dove piante rare e fontane cancellano la stanchezza del turista.

Le Jardin Secret, Marrakech, Marocco

Un eccezionale esempio di arte e architettura islamica perfettamente conservato – se si è a Marrakech, non si può mai dimenticare di alzare lo sguardo alle volte – dove i giochi d’acqua presenti hanno il ruolo di protagonisti. Un giardino incantato, silenzioso dove è un piacere fermarsi e godere di quella pace e conoscere le varietà: l’esotico è dedicato alle piante rare che crescono nel Nord Africa e non solo, in quello islamico sono i pavillon, i mosaici dai colori blu verdi e bianchi, le fontane in marmo a trasformarlo in un’oasi di pace e contemplazione.

Le Jardin Secret, Marrakech, Marocco

Una dimensione nettamente più raccolta e intima rispetto ai nostri giardini italiani dove le fontane sono scenografiche e celebrative, ma si perde totalmente quella sensazione di “cocoon” che qui invece avvolge e ritempra.

Le Jardin Secret, Marrakech, Marocco

Tra l’acqua e l’Islam esiste un rapporto intimo e profondo, l’acqua appartiene ai sogni più reconditi, evoca la maternità, la pulizia, la purità, la sensualità, la nascita e la morte. Questo naturalmente vale per ogni civiltà, ma nell’Islam tali concetti hanno trovato un loro senso più radicato, facendo dell’acqua uno dei cardini stessi dell’esistenza umana: un cardine tanto spirituale quanto sociale ed estetico.

L’acqua appartiene ai nostri sogni più profondi, evoca la maternità, la pulizia, la purezza, la sensualità, la nascita e la morte. L’acqua è un fulcro tanto spirituale quanto sociale ed estetico. L’acqua è stata domata con i qanat, i sistemi di trasporto idrico di origine persiana per garantire sempre l’acqua, resa rito sociale con l’hammam, venerata come dono celeste perché permette di raggiungere la felicità dei sensi ma anche temuta come castigo divino. È il potere dell’acqua.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

TOP

 

 

Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

SEGUI LE NOSTRE

“ONDE BLU”!!!