Giorgio Riva prepara l’impresa, 110 km a nuoto intorno all’Elba

Dal prossimo 23 maggio il nuotatore lombardo sarà in acqua per sostenere anche una campagna ambientale contro la plastica

di Roberto Parretta

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inque giorni, 110 chilometri a nuoto: sarà l’Elba dal 23 al 27 maggio il teatro dell’impresa di Giorgio Riva, 36enne istruttore di nuoto brianzolo, che circumnavigherà l’isola toscana con l’obiettivo di portare all’attenzione del pubblico sul tema dell’inquinamento dei nostri mari.

L’idea della «eco nuotata», come la chiama Riva, è nata un anno fa, quando coprì, in quel caso a piedi, la Grande Traversata Elbana, lungo il principale itinerario escursionistico dell’isola, quando conobbe Matteo Galeazzi, il fondatore di “Refill Now”, con il quale affronta il tema del consumo di bottiglie di plastica all’Elba attraverso un’app che permette di localizzare i punti di distribuzione di acqua potabile.

Dalla lotta al consumo delle bottiglie di plastica, all’inquinamento in mare, per la terza più grande isola italiana che conta ben 200m spiagge, il passo è stato così brevissimo, grazie ovviamente all’attività che svolge Riva: «Gestisco un sito dedicato alla montagna che si chiama www.saliinvetta.com e per questo motivo – ci racconta Riva – mi sono cimentato nel percorso escursionistico, dove ho conosciuto Matteo. Mettendo insieme la sua iniziativa con la mia passione per le acque libere abbiamo iniziato a pensare di costruire un percorso comune».

Riva è originario di Carate Brianza, ma oggi vive a Varese, la sua piscina di riferimento è la Al Bione di Lecco, dove si allena nella squadra della Canottieri, ma il suo lavoro lo porta tutti i giorni in un hotel svizzero sul Lago di Lugano.

Prima dell’Elba, Riva è già stato protagonista di imprese simili, come quando lo scorso settembre ha coperto in 10 ore il percorso andata e ritorno delle Bocche di Bonifacio, lo stretto che separa le coste della Corsica da quelle della Sardegna. La sua fatica inizierà lunedì 23 maggio da Pratesi a Portoferraio, quindi nei giorni seguenti si arriverà a Rio Marina, alla spiaggia di Pareti, poi a Marina di Campo per completarsi di nuovo a Pratesi.

Riva sarà affiancato e seguito lungo i suoi 110 km di nuotata da kayak da mare, allo scopo di ridurre ancora di più l’impatto ambientale, piuttosto che imbarcazioni e motore. «Le Bocche di Bonifacio – racconta Riva – sono famose per venti, correnti e un traffico continuo di navi: un tratto di mare ostile, famoso per condizioni e distanza. All’andata è andata più o meno come previsto, con un mare molto favorevole, al ritorno mi sono dovuto confrontare con un vento da ponente e un mare leggermente agitato. Ho impiegato 10 ore per coprire 30 km».

Come si gestisce una fatica così complessa, sulla quale incidono anche le imprevedibili condizioni ambientali? «Avevo previsto un rifornimento all’ora, abbassato anche a 50 minuti, nel quale bevo e mangio, alternando gel e barrette. All’Elba sarò seguito dalla nutrizionista Elena Villa che per questa occasione ha studiato un frullato naturale, più semplice da assimilare. Le tappe sono da 20/22 km, penso di nuotare 7 ore massimo a tappa, senza soste. Per i recuperi e la fisioterapia faccio da solo». Fisioterapia che rappresenta un fattore molto importante per distanze del genere, specialmente se la nuotata non è perfetta e sollecita troppo qualche parte del corpo.

«Nel 2019 ho coperto in 7 tappe un giro del lago di Como per 150 km in tutto, mi sono gestito abbastanza bene, senza particolari problemi. La mia nuotata? In effetti ho un piccolo vizio, una sfumatura sul recupero del braccio destro un po’ troppo teso, che però non causa problemi. Comunque sto cercando di coinvolgere di più l’articolazione della spalla per rilassarla nel recupero fuori dall’acqua. Faccio allenamenti da 10 km al giorno, nuoto tra i 50 e i 60 km a settimana».

Giorgio Riva dunque è pronto e fra meno di una settimana l’Elba gli darà il benvenuto. Un benvenuto certamente più piacevole rispetto a quello vissuto da Napoleone durante il suo famoso esilio… «Di sicuro non mi sentirò esiliato come lui… In realtà ho scelto l’Elba perché mi è piaciuto tantissimo il rapporto che si è instaurato con le persone dell’isola. Un’isola che ha a molto cuore lo sport, che ospita anche triathlon e maratone e dove al tempo stesso si fa molto per l’ambiente. Anche perché proprio per la sua natura ancora più esposta alla fragilità dell’ambiente che lo circonda. E che nell’isola rappresenta un argomento trattato con molta sensibilità»

Ho iniziato ad appassionarmi di sport dalla nascita e da 20 anni sono collaboratore della Gazzetta dello Sport. Ho seguito tantissime discipline: principalmente rugby (corrispondente in 3 edizioni dei Mondiali in Francia, Nuova Zelanda e Inghilterra e tutti i Sei Nazioni dal primo del 2000), poi fra gli altri equitazione, taekwondo, surf, atletica leggera e ovviamente anche nuoto. I miei risultati sportivi di maggior rilievo? Ultimo nelle batterie dei 50 stile libero al memorial Boscaini del 1985 e medaglia di bronzo al Settecolli 2019 nei 50 stile dei giornalisti!

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