Viaggio di primavera alle Isole Borromee, dove il tempo si rifrange tra giardini sospesi, palazzi lacustri e piccoli borghi sull’acqua

di Carolina Saporiti

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ell’ansa del Lago Maggiore che va da Stresa e Verbania, emergono dall’acqua le Isole Borromee, silenziose e quasi oniriche. L’arcipelago borromeo, di cui fanno parte l’Isola Bella, l’Isola Maggiore e l’Isola dei Pescatori, è incastonato nell’omonimo Golfo ed è stato plasmato nei secoli dal gusto aristocratico della famiglia Borromeo (anche se la più piccola delle tre isole, quella dei Pescatori non appartiene alla famiglia).

Oggi è meta di tanti viaggiatori alla ricerca di natura e arte, architettura e botanica, memoria storica e bellezza, ma da sempre questo luogo ha affascinato e attratto un turismo colto e raffinato. Scriveva Montesquieu nel 1795: “In Italia esiste un grande lago, detto Lago Maggiore: è un mare di dimensioni ridotte, le cui rive non offrono altro che uno spettacolo selvaggio. A quindici miglia dalla riva, in mezzo al lago si trovano le isole, dette Borromee, che sono a mio parere il luogo di soggiorno più incantevole del mondo”.

L’Isola Bella: una scenografia barocca sull’acqua

La più famosa tra le tre isole dell’Arcipelago e la star del Lago Maggiore, l’Isola Bella è un capolavoro di arte barocca, un’“isola-nave” progettata per stupire. Il Palazzo Borromeo, ancora oggi residenza privata della famiglia, conserva affreschi settecenteschi, stucchi, arazzi fiamminghi e rari mobili d’epoca, custoditi in sale che raccontano una lunga storia di ospiti illustri, tra cui Napoleone Bonaparte.

Ma è il giardino, realizzato tra Seicento e Settecento su dieci terrazze sovrapposte, a lasciare senza fiato. Un teatro botanico animato da statue allegoriche, fontane e agrumi, dove si muovono liberi pavoni bianchi. Un barocco esuberante, pensato per meravigliarare, ma perfettamente in armonia con il lago e le montagne tutt’intorno.

L’Isola Madre: silenzio, natura e contemplazione

Più appartata, l’Isola Madre incarna lo spirito della natura coltivata con grazia. Qui non c’è sfarzo, ma una bellezza pacata e rigogliosa che si esprime in un giardino botanico tra i più importanti d’Italia, dove convivono piante subtropicali, fioriture rare e alberi secolari. Spiccano l’albero della canfora e il celebre “albero dei fazzoletti”, che in primavera si ricopre di grandi brattee bianche simili a petali danzanti.

Nel palazzo cinquecentesco, arredato in stile neoclassico e restaurato con cura filologica, si respira la quiete della villeggiatura aristocratica ottocentesca. L’Isola Madre non seduce con effetti speciali: conquista con la grazia silenziosa delle cose autentiche.

L’Isola dei Pescatori: dove vivono tradizione e semplicità

A pochi minuti di navigazione, l’Isola dei Pescatori – l’unica abitata stabilmente – accoglie il visitatore con la sua anima schietta. Case in pietra affacciate sull’acqua, balconi fioriti, vicoli stretti, una piccola chiesa con affreschi votivi: tutto qui sembra sospeso nel tempo. Eppure è proprio questa semplicità a renderla speciale. Al tramonto, quando i battelli rientrano e il silenzio cala tra le reti stese ad asciugare, chi decide di fermarsi può cogliere l’essenza del lago. Cenare in uno dei ristoranti sul molo, gustando pesce persico e coregone con un bicchiere di bianco locale, è il modo più autentico per chiudere la giornata.

Un paesaggio da scoprire in barca (e non solo)

L’escursione alle Isole Borromee parte generalmente da Stresa, la perla del Lago Maggiore, località elegante amata da scrittori, musicisti e viaggiatori sin dall’Ottocento. Da qui, battelli e motoscafi privati conducono verso le isole con itinerari personalizzabili. Il colpo d’occhio dal lago è magnifico: il profilo delle isole, il Mottarone alle spalle, le acque calme come uno specchio.

Sulla riva opposta si trovano Pallanza e Intra, oggi riunite sotto il nome di Verbania. A Pallanza si visita la spettacolare Villa Taranto, i cui giardini ospitano più di 20.000 specie botaniche da ogni parte del mondo: un altro esempio dell’eleganza paesaggistica che caratterizza il territorio.

Dove l’aristocrazia incontra la natura

Le Isole Borromee sono il risultato di una visione. La famiglia Borromeo, a partire dal XV secolo, ha saputo trasformare uno scampolo di roccia e vegetazione in un microcosmo armonioso dove l’uomo ha saputo dialogare con la natura, senza sopraffarla. In primavera, quando i giardini si risvegliano e il clima è mite, le isole offrono il loro volto più poetico.

Laureata in Lettere Moderne, sono giornalista professionista dal 2011 e vivo a Venezia. Collaboro con diverse testate online e offline. Mi piace scrivere di cose belle e buone: viaggi, cibo&vino, cultura e ambiente. Amo camminare, in spiaggia o nei boschi. Sono curiosa, leggo e prendo sempre appunti.

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