Inaccessibili o dannate: viaggio nelle “isole fantasma” del pianeta

di Redazione

I

sole irraggiungibili, atolli sperduti in mezzo al mondo, luoghi pericolosi o disabitati da cui non partono né arrivano voli si traducono in mete dov’è pressoché impossibile mettere piede. La rassegna di questo apparente viaggio comincia da un paio di luoghi lontani dalla civiltà e forse, proprio per questo, dal fascino proibito.

Si parte – metaforicamente parlando – da North Sentinel Island, l’isola più inospitale e inavvicinabile della Terra. Si trova nell’Oceano Indiano, al largo del Golfo del Bengala, ed è popolata da una tribù di indigeni completamente isolata dal mondo, che vive di caccia e pesca in capanne rurali e rifiuta con modalità ostili e aggressive qualsiasi comunicazione esterna: ad esempio, scagliando frecce e pietre per marcare il territorio contro chiunque si avvicini alla costa.

North Sentinel Island

Nel 2018 un missionario rimase ucciso con violenza sulla spiaggia e il suo corpo non fu mai recuperato; stessa sorte è toccata a due pescatori provenienti da isole vicine, trascinati sulle sponde di North Sentinel dalla barca in deriva; persino un elicottero delle autorità, inviato dopo lo tsunami del 2004 per verificare se fossero sopravvissuti, ricevette lo stesso trattamento.

Questi episodi hanno contribuito all’emarginazione, poiché il governo indiano decise di cessare tutti i tentativi di avvicinamento all’isola, monitorata a distanza minima di sicurezza (5 chilometri) dalla locale guardia costiera al solo fine di proteggere i vulnerabili autoctoni, privi di difese immunitarie, da contagi che ne provocherebbero l’estinzione. Le informazioni sono quindi molto limitate: di certo c’è la presenza di uno scenario meraviglioso, caratterizzato da un mare cristallino con uno splendido tratto di barriera corallina. Inavvicinabile, purtroppo.

Il nostro “viaggio” prosegue a Novaja Zemlja, arcipelago collocato a nord della Russia e appartenente alla stessa Federazione. La sua è una storia piuttosto crudele fin dalla metà dello scorso secolo, quando fu abitato da una popolazione nomade – quella dei Nenets – sbarcata sulla terraferma nel 1877 ma cacciata nel 1954, in seguito alla decisione dell’Unione Sovietica di trasformare questa lingua di terra in un poligono nucleare sovietico, che nelle intenzioni sarebbe divenuto il più grande al mondo.

Novaja Zemlja fu infatti teatro di esperimenti atomici durante la Guerra Fredda; basti pensare che, oltre a circa 200 bombe, qui fu fatta esplodere nel 1961 la celebre Bomba Zar, il più potente ordigno a idrogeno mai costruito, della potenza di 50 megatoni. Dopo la stipula del trattato di messa al bando dei test nucleari, firmato dall’URSS nel 1966, la zona fu (per quanto possibile) decontaminata e dal 2009 appartiene al Parco Nazionale dell’Artico russo, ma continua a essere abitata solo da militari e resta off-limits per civili e turisti: la porta di accesso è quella dell’aeroporto militare, dov’è necessario esibire un permesso speciale rilasciato dal Cremlino.

Ecco il team di “On The Blue”: Carolina, Cinzia, Consuelo, Costanza, Fabrizio, Francesca, Katia, Lorenzo, Lucio, Martina, Manuel, Pino, Roberto e Stefano. Ogni giorno vi raccontiamo l'acqua in ogni sua forma e declinazione, attraverso esperienze e racconti delle donne e degli uomini che seguendo il flusso delle onde andremo a incontrare, o ci verranno incontro.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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