SaltyCo: l’etichetta che parte dalle paludi per arrivare a Vogue e Yoox

di Martina Grandori

A

febbraio dello scorso anno SaltyCo ha vinto il contest come miglior progetto premiato da Vogue Italia e Yoox.

Loro sono quattro ragazzi dell’Imperial College London e  del Royal College of Art, Julian Ellis-Brown, ingegnere meccanico, Finlay Duncan, chimico, Antonia Jara, integrated designer e Neloufar Taher, business/design strategist e insieme hanno dato vita a SaltyCo, etichetta che si posiziona nella categoria della moda sostenibile, quella autentica mossa da uno spirito di amore per l’ambiente.

Un’etichetta sostenibile di fatto e non per green washing, nel 2022 fashion e scienza dovrebbero andare sempre più a braccetto, la tutela del Pianeta è una priorità e non marketing.

Tutto parte da un utilizzo dell’acqua salmastra, l’acqua “cattiva”, quella che nel comparto dell’abbigliamento non viene praticamente mai impiegata a scapito di quella dolce, sempre più scarsa e preziosa.

SaltyCo scommette su un’agricoltura rigenerativa, capace di guarire ecosistemi danneggiati in nome di una positività per il Pianeta, il loro core business i piumini, leggeri, ecologici e con un’imbottitura che non ha nulla a che vedere con quelle tradizionali in piuma d’oca.

Tre i capisaldi di questa innovativa produzione di fibre tessili provenienti da piante che crescono in terreni aridi e salati e possono essere irrigate con acqua di mare.

Ripulire i naturali ecosistemi di queste piante dalla vegetazione infestante e invasiva in nome della biodiversità e della salute del terreno.

Sfruttare zone umide, torbiere bagnate, paludi (capaci di catturare fra il 3 e 5% in più di anidride carbonica rispetto a qualsiasi altra forma di bosco o di piantagione) invece di terreno agricolo consueto che è sempre più difficile da avere, anche per causa degli allevamenti intensivi sia di animali, sia di vegetali.

E in ultimo, scegliere un sistema di irrigazione che non sfrutti l’acqua dolce, bensì acqua salata – nel 2050 si stima che il 40% della popolazione mondiale vivrà in aree con scarsità idrica – con l’obiettivo di sdoganare anche in ambito agricolo questo sistema di irrigazione alternativo.

Ma torniamo agli atout dei tessuti SaltyCo.

Il loro BioPuff, brevettato e certificato, è un’imbottitura 100% vegetale e vegana, caldissima (con un potere di riempimento paragonabile alla miglior piuma d’oca), la cui produzione nelle paludi e nelle torbe non ha avuto un impatto negativo con la produzione di anidride carbonica, ma anzi comportano un vantaggio all’ambiente, perché le piante rilasciano nell’ambiente ossigeno.

I progetti futuri di SaltyCo sono di espandere il proprio quartier generale in Scozia, The Halolab, e guardare al Bangladesh dove l’innalzamento del livello del mare ha salinizzato oltre 105 milioni di ettari di terreno agricolo.

L’idea di sfruttare la materia prima più presente in natura, l’acqua di mare, per creare non solo qualcosa di bello da indossare ma anche offrire un’opportunità di lavoro e di riscatto a chi l’acqua, salata, ce l’ha ma non ha i mezzi per trasformarla in risorsa.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da 41 anni vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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