Rafting, i migliori posti in Italia

di Redazione

I

l rafting nacque negli Stati Uniti a metà degli anni Cinquanta e ben presto fece il suo esordio in Europa, ma per il battesimo italiano avremmo dovuto aspettare ancora qualche decennio: correva l’anno 1985, infatti, quando i primi gommoni iniziarono a far capolino sulla Dora Baltea.

Un gruppo di ragazzi statunitensi, dislocato in Svizzera con la Wildwater Expeditions, una tra le più famose compagnie di rafting, decise di esplorare la Valle d’Aosta: da lì cominciò la storia di questo sport in Italia, che i protagonisti delle sue origini e del suo sviluppo ci raccontano fino ai giorni nostri. La scelta della regione fu piuttosto obbligata, essendo stato individuato quello che probabilmente è definito da tutti il più bel fiume alpino, nonché “il Colorado d’Italia”.

Rafting nel fiume Dora Baltea
Rafting nel fiume Dora Baltea
Rafting nel fiume Sesia

I raft da fiume, inaffondabili e auto-svuotanti, furono sviluppati prendendo spunto e modificando i gommoni marini allora esistenti, ma fino alla metà degli anni Novanta si trattò per lo più di esperimenti. Nessuno avrebbe scommesso che appena tre lustri più tardi, precisamente il 25 giugno 2010, quell’attività sarebbe stata riconosciuta dal CONI come disciplina sportiva associata alla Federazione Italiana Canoa Kayak, ottenendo nello stesso anno il riconoscimento ufficiale come disciplina olimpica.

Rafting tra le Cascate delle Marmore

Al di là dell’aspetto agonistico, in Italia sono sempre di più gli appassionati di rafting, che individuano in marzo e ottobre – ma più in generale in tutta la stagione primaverile e autunnale – il periodo migliore per scaricare l’adrenalina nelle rapide discese fluviali. Per quanto concerne i posti dove potersi cimentare, vista la bellezza naturalistica del turismo montano in Italia con i suoi innumerevoli corsi d’acqua, c’è solo l’imbarazzo della scelta, tanto per i percorsi più adatti gli esperti, quanto a quelli maggiormente indicati per i bambini, che mediamente cominciano dall’età di 8 anni. Dal Trentino alla Calabria, passando per la Lombardia, il Piemonte e l’Umbria (ma non solo), le possibilità sono molteplici.

Rafting nel fiume Dora Baltea
Rafting nel fiume Noce

Tra le mete più quotate c’è indubbiamente la Val di Sole, nella parte nord-occidentale del Trentino, lungo cui si estende, tra gli altri, il fiume Noce, fregiato da National Geographic del rango di migliore d’Europa per praticare rafting. Nasce a 3.600 metri di altitudine presso il Corno dei Tre Signori e, snodandosi per oltre 30 chilometri di natura incontaminata, offrendo rapide emozionanti per una discesa memorabile.

Rafting nel fiume Noce - Val di Sole, Trentino

Tenendo conto della scala di navigabilità dei fiumi, che va da un livello WW-I per un indice di navigazione facile a un livello WW-VI per una navigabilità estremamente difficile, il Noce è classificato – a seconda dei tratti – fra il WW-III e il WW-IV+, con una punta massima di livello WW-V in concomitanza con la rapida presso la forra di Santa Giustina.

Restando al Nord, ma spostandoci in Piemonte e precisamente nella Valsesia, l’omonimo fiume Sesia – che, scendendo dal Monte Rosa da un’altezza di 2,5 chilometri, rappresenta uno dei principali affluenti del Po – alterna piccole rapide e ampie anse, per un percorso meno intenso ma più rilassante e finalizzato a godere del paesaggio mozzafiato a pagaie ferme. Oltre al rafting, qui sono molto diffusi altri sport d’acqua estivi come il kayak e l’hydrospeed, mentre in inverno lo scenario è ideale per trekking e arrampicate.

Rafting nel fiume Sesia in Valsesia, Piemonte

Analogamente, tra la Val di Sole e la Valsesia, nel tratto lombardo del fiume Ticino la location è perfetta per quello che anche qui si può definire come un più tranquillo slow rafting, maggiormente indicato per bambini o amatori alle prime armi.

Rafting nel fiume Ticino, Lombardia
Momenti di gioco durante il Rafting

Occasione più che gradita per alternare anche passaggi in canoa o magari alzare gli occhi nei tratti più lenti e dolci ad ammirare il panorama del Parco Naturale istituito nel 1974, esteso tra Lombardia, Piemonte e Canton Ticino: in questo ecosistema incontaminato si scorgono isolotti e tunnel frequentati da una sorprendente fauna acquatica. Sempre in Lombardia, ma in Valtellina, molto indicato è il fiume Adda, attorno al quale si snodano numerosi centri rafting in tutta la provincia di Sondrio.

Anche se non si tratta di alta montagna, gettonatissime sono le cascate delle Marmore, a pochi chilometri da Terni, tra le più altre d’Europa con un dislivello di circa 160 metri. Sorgenti dal fiume Velino, presso l’omonima località di Marmore, prima di gettarsi nella gola del fiume Nera, esse sono cascate controllate per lo sfruttamento dell’energia elettrica. Si tratta di un sistema di regolazione delle acque da cui traggono beneficio anche gli amanti del rafting, dal momento che non limita l’attività durante l’inverno.

Preparazione al Rafting tra le Cascate delle Marmore

Sempre in Umbria, meritevole di una menzione è il fiume Corno, che nasce dal monte Terminillo intervallando tratti tortuosi e altri più calmi in cui potersi riposare, come quello delle gole di Biselli.

Scendendo ancora nel nostro viaggio virtuale da Nord a Sud lungo la penisola, ci imbattiamo in Abruzzo nel fiume Aventino, impetuoso corso d’acqua a carattere torrentizio in provincia di Chieti; nel fiume Tanagro in Campania, presso l’area del parco del Cilento; e soprattutto in Calabria, nel parco del Pollino, dove l’ideale per il rafting è il fiume Lao.

Gola del fiume Lao nel Parco del Pollino, Calabria
Rafting nel fiume Lao

Anche qui non si tratta di montagna, ma il percorso mantiene comunque uno standard suggestivo altissimo. Lungo le sue gole è possibile un’uscita outdoor di 14 chilometri: dapprima in un autentico canyon, caratterizzato da pareti molto ripide e circondato dalle splendide cascate di Malomo, infine attraverso piccole spiagge naturali sulla riva del torrente, tra una folta e rigogliosa vegetazione.

Ecco il team di “On The Blue”: Carolina, Cinzia, Consuelo, Costanza, Fabrizio, Francesca, Katia, Lorenzo, Lucio, Martina, Manuel, Pino, Roberto e Stefano. Ogni giorno vi raccontiamo l'acqua in ogni sua forma e declinazione, attraverso esperienze e racconti delle donne e degli uomini che seguendo il flusso delle onde andremo a incontrare, o ci verranno incontro.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

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