La Posidonia, una modella speciale e un concorso di fotografia subacquea, ecco la storia

di Martina Grandori

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a recentemente vinto i Campionati Italiani di Fotografia Subacquea Digitale, insieme a Fabio Iardino e Virginia Salzedo con il reportage dedicato alla posidonia, l’alga di cui il Mediterraneo è particolarmente ricco. Lei è Lucrezia De Mari, padovana, iscritta a Psicologia a Mestre e modella.

«Sott’acqua mi sento a casa mia» ha dichiarato la studentessa che si è prestata come testimonial per un safari subacqueo documentando la vita dei fondali dell’Isola d’Elba. Un progetto molto interessante che riporta l’attenzione su più aspetti: da quello creativo, ovviamente, a quello ambientale, il problema della salvaguardia degli ambienti marini è una materia impellente.

La presenza della Posidonia è sinonimo di qualità e trasparenza dell’acqua, nonostante l’uomo da tempo minacci la sua conservazione, è importantissima dal punto di vista ecologico, giocando un ruolo cruciale per l’ecosistema marino del Mediterraneo, è la massima espressione di sviluppo e complessità che un ecosistema possa raggiungere.

Da qui l’importanza di questo progetto di Lucrezia De Mari assieme a Fabio Iardino e Virginia Salzedo per valorizzare questa pianta che nell’immaginario collettivo viene erroneamente considerata una alga che impesta i bagnasciuga.

Scattare questo reportage non è stato un affare semplice, la giuria chiedeva che fosse trasmesso un senso di vita, di dinamismo animale e vegetale ma senza intaccare l’ambiente marino, non si poteva spostare nemmeno una conchiglia.

Virginia Salzedo
Fabio Iardino

Il muoversi sott’acqua non è come in superficie, ci vuole un che da sirena, un grande feeling fra sub reporter, corredato di bombole, e la modella, che invece si muove in apnea. La sintonia del gesto è fondamentale, oltre ovviamente a molta pratica ed esercizio.

«Io mi alleno immergendomi molto. Pratico il nuoto sincronizzato, sono una subacquea brevettata e sto frequentando corsi di apnea. Una gara richiede un grande dispendio di energie, perché se sei in apnea devi scendere e risalire, ma anche trovare l’equilibrio tra pesi e fiato per restare fermare in posa per la foto, con gli occhi aperti e il volto e il corpo rilassati. E’ come se ti mettessi davanti all’obiettivo in uno studio a Milano, ma anziché in città sei sott’acqua, con tutte le difficoltà che ciò comporta» ha raccontato Lucrezia De Mari.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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