Summit One Vanderbilt: illusioni ottiche e rigenerazione all’insegna del turchino

di Martina Grandori

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ew York New York! L’iconico, intramontabile jingle di Frank Sinatra è un immancabile tormentone sotto le feste, lo si ascolta sempre con piacere perché New York è New York, perché in questa città le novità sono all’ordine del giorno, perché le terrazze panoramiche della Grande Mela sono un qualcosa che si tatua nella mente una volta che le vedi, perché New York non si scorda più come il primo amore al liceo.

Fra gli osservatori più gettonati c’è Summit, lounge mozzafiato in cima al One Vanderbilt, grattacielo a Midtown Manhattan a pochi passi dagli storici Empire e Chrysler Building. Una torre che porta il cognome di una delle più grandi dinastie americane, 324 metri che stagliano sopra Madison Avenue, un ascensore trasparente che dalla strada porta direttamente in cielo, più precisamente allo Sky box   in vetro trasparente che assicura un’esperienza immersiva a 360° sullo skyline, qui il tasso di emozioni è alle stelle.

Il color azzurro-blu-verde del vetro è il leitmotiv che riporta i visitatori ad una sensazione di cielo, di magico: sono quattro le esperienze studiate da Kenzo Digital, ex graffittaro e oggi pubblicitario di grido, direttore creativo della Wieden + Kennedy, un’importante agenzia pubblicitaria. Il filo conduttore di Digital Kenzo, immaginando e creando Air, è stata una serie di spazi dove i sensi umani fossero alterati attraverso giochi di percezione, illusioni ottiche e una sensazione “cielo”, di blu in cui liberare  le  proprie emozioni.

Si parte con Ascent, l’ascensore in vetro compreso il pavimento, che si eleva di 300 metri ed è un anticipo di quel percorso sensoriale immaginato da Digital Kenzo, vietato soffrire di vertigini perché la vista del vuoto sotto non è uno scherzo. Una volta saliti in cima la prima esperienza è con la Transcendence, spazio  dai  soffitti altissimi, vista stupefacente sulla città e un gioco di specchi per effetti ottici sbalorditivi, sembra di toccare tutti i grattacieli di Manhattan.

Affinity è la sala dove sfere cromate color azzurro riportano ad un mondo ludico e libero, dove la tridimensionalità  delle  bolle incoraggia anche gli adulti a lasciarsi andare in una danza giocosa all’insegna della libertà. Una volta raggiunto l’osservatorio del grattacielo, ecco un’altra chicca del One Vanderbilt: il Summit dispone anche di una terrazza – giardino, definita come il più alto “prato urbano” del mondo, ma anche un assaggio di quel blu, di quel turchino che ha la peculiarità di rilassare e riequilibrare.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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