Geyser e paesaggi lunari: è l’Islanda, l’isola che ha ispirato Louis Vuitton

di Martina Grandori

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aesaggi lunari, specchi d’acqua come riflesso per riscoprirsi, un viaggio toccante dove sembra di essere al confine fra Terra e Spazio: è l’Islanda scelta dalla fotografa olandese Viviane Sassen per raccontare la magia di quei paesaggi dove l’acqua nelle sue moltitudini è punto d’incontro fra terreno e metafisico, la terra del fuoco e del ghiaccio, della poesia e del silenzio.

Artefice di questo viaggio onirico Louis Vuitton, Alla ricerca di un sogno è il nome della campagna corporate che il brand francese ha scelto per la linea Monogram, un’ode al viaggio, alla ricerca del nostro io infantile, di un sé libero per una delle sue pubblicità più incisive degli ultimi tempi, quella del 2020, dedicata come sempre all’arte del viaggio.

Ma torniamo al fascino di questa isola dai paesaggi spettacolari con i suoi vulcani, campi di lava, geyser e terme naturali, qui le piscine naturali sono un regalo di Madre Natura, scenari di una bellezza ultraterrena dove l’acqua è il trade union di un itinerario dal grande impatto emotivo, paesaggi senza tempo dove l’immaginario vola libero tra passato, presente e futuro.

Dove la luce delle giornate non è così generosa ma la potenza della dei paesaggi trascende ogni dubbio: l’acqua dei geyser, le gigantesche e turbolente cascate, i crateri dei vulcani sono espressione di un Paese dove la natura regala manifestazioni di se stessa incredibili, una scala verso lo spirituale.

Ecco i luoghi più emblematici dell’Islanda scelta da Viviane Sassen.

Reynisfjara, la spiaggia nera dal carattere non certo docile ma unica al mondo, e un panorama pazzesco tra sabbia vulcanica, ciottoli levigati dal mare e maestose scogliere.

Qui i due enormi faraglioni a ridosso del mare sono parte della leggenda che narra che i due scogli fossero due troll, sorpresi a rubare una nave, il sole li scoprì e per punizione li trasformò in pietra.

Qui hanno girato diversi film, fra cui Il Trono di Spade; Perduti nello Spazio o Rogue One: A Star Wars Story. Sulla penisola di Stokksnes, Vestrahorn è una spiaggia dove si viene per vedere e sentire la potenza dell’Oceano Atlantico.

Sulle rive di questa laguna, con l’aiuto del vento e dell’acqua, si formano scenografiche dune di lava con alle spalle la suggestiva Batman Mountain, la montagna che sembra sorgere dal mare, chiamata così perché Christopher Nolan ne fu catturato e girò qui il suo Batman begins.

Siamo ad un passo dal Circolo Polare Artico e dalle sue aurore boreali e l’acqua amplifica lo spettacolo.

Námafjall e quel susseguirsi di crateri, pozze d’acqua termale bollente, vulcani di fango, depositi sulfurei, fumarole e l’assenza di vegetazione rendono questa zona di sorgenti termali un luogo alieno, spettrale ma di grande pathos.

Un altro luogo immortalato dagli appassionati di fotografia è il vulcano Hverfjall nei pressi del Lago Mývatn.

Il suo cratere praticamente perfetto, profondo 140 metri e un diametro di 1 chilometro, ne fa uno dei più grandi al mondo, qui ci sono anche le famose pozze di fango di Hverarond, uno dei maggiori campi geotermici di zolfo con fango ribollente.

Il tutto è frutto delle acque sotterranee che penetrano in profondità in prossimità del magma: il calore le trasforma in vapore che fuoriesce a 200°C.

Magia pura, perché come scriveva Marcel Proust, “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” e l’Islanda apre gli occhi e spalanca il cuore.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da 41 anni vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

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La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

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