A impatto zero e redditizia: l’alga spirulina piace agli investitori dell’industria alimentare

di Martina Grandori

U

n business in crescita costante: il mercato dell’alga spirulina secondo gli analisti di mercato avrà un tasso del +4,2% l’anno fino al 2025, un’ottima notizia per l’Italia dove questo comparto produttivo, seppur di nicchia, vede crescere produttori e ora ha anche il suo primo consorzio, l'Unione Spirulina Biologica Italiana (USBI).

Quando si parla di alghe oggi si parla di un ingrediente assai trasversale, dal settore alimentare alla cosmetica alla nutraceutica, dai i mangimi alla farmaceutica, dalla chimica a varie applicazioni industriali.

Ecco quindi che l’alga diventa il portabandiera dei cibi del futuro, di un cibo prodotto seguendo le orme della sostenibilità ed è sempre più richiesta, i dati stessi mostrano il potenziale del settore: se fino al 2016 si trattava di un segmento di mercato perlopiù per la distribuzione specializzata (tendenzialmente biologica), negli ultimi anni questo mercato è cresciuto con ritmi sostenuti.

Secondo un report di Boston Consulting Group del 2021, il settore plant-based vale attualmente il 2% del mercato food totale, ma arriverà a rappresentare il 22% nel 2035, decuplicando la sua quota di mercato.

In Italia le stime parlano di una domanda di 200 tonnellate di peso secco annuo ma l’offerta da parte di produttori italiani è limitata, non più di 25 tonnellate e il deficit viene sopperito acquistandole dalla Francia e dalla Spagna.

Proprio per questo gap, Unione Spirulina Biologica Italiana sta cercando di creare un efficiente network di coltivatori autonomi, la cui produzione viene verificata con test tecnico-biologici ed analisi di laboratorio per garantire il mantenimento del livello qualitativo del prodotto (100% italiano) a km zero, le normative europee che certificano l’idoneità e gli standard del prodotto sono decisamente severe, a differenza delle microalghe extra-UE che non vengono sottoposte a questo genere di controlli. La produzione che fa capo viene monitorata fino a raggiungere la concentrazione ottimale per essere raccolta tramite filtrazione.

Il successivo processo di essiccazione viene effettuato a basse temperature in modo da non degradare i principi attivi presenti nell’alga. Un altro aspetto importante per partire la qualità della materia prima è la produzione quotidiana in loco: in questo modo si annullano quasi del tutto le possibilità di deterioramento. Gli standard di produzione comprendono un piano analitico annuale che attesti le qualità di acqua utilizzata per l’alimentazione dell’impianto e per il lavaggio delle attrezzature; il mezzo di coltura di ogni vasca presente nell’impianto e il prodotto essiccato nelle varie forme presenti.

Le microalghe più interessanti per questo business, sebbene siano migliaia le esistenti, sono solo una decina, fra cui appunto la spirulina e la chlorella.

L’aspetto della sostenibilità, è affrontato dai produttori del Consorzio scegliendo l’utilizzo di energie rinnovabili per il riscaldamento delle serre e per il processo di essiccazione dell’alga, consentendo così agli impianti di abbassare il loro impatto ambientale. La coltivazione della spirulina non causa inquinamento e contribuisce all’abbattimento dei gas serra catturando l’anidride carbonica e restituendo ossigeno nell’aria.

Ora lo step successivo per crescere ulteriormente è arrivare alla gdo: la produzione del cibo degli astronauti (è l’alimento più potente e bilanciato disponibile sulla Terra), deve ancora crescere per poter offrire opportunità nuove di lavoro alle comunità locali, fondamentali gli investimenti esterni per con un ruolo di acceleratore di impresa per aprire in brevi tempi nuovi orizzonti lavorativi, tecnologici e sociali.

Sono Martina Grandori, vivo quotidianamente con il senso dell’umorismo e alla ricerca dell’estetica, tento di migliorarmi ogni giorno in nome di una magica evoluzione, nutrendo il mio giardino degli interessi. Adoro scrivere, lo faccio da vent’anni in qualità di giornalista specializzata in lifestyle, prestata poi al mondo dell’ambiente e della sostenibilità. Sono madre di due bambine che hanno rivoluzionato la mia vita in positivo, da sempre vivo nella bellissima Milano, città che adoro perché ha moltissimo da offrire oltre allo smog.

TOP

 

 

Nasce il nuovo progetto di comunicazione che unisce sotto un’unica piattaforma online gli appassionati del mondo dell’acqua declinato in tutte le sue forme.

 

La parola acqua deriva dal latino “aqua”, che a sua volta ha una radice indoeuropea, la stessa della parola onda, che passando dal greco diventa “unda” in latino.

Acqua e onda: ovvero identica radice linguistica per due elementi che non possono esistere l’uno senza l’altro. 

 

Le onde sono un movimento perpetuo, sono il fluido che rappresenta l’impulso positivo al cambiamento.

 

Da qui nasce l’avventura di “On the Blue”: che ogni giorno vi condurrà in un viaggio in compagnia di chi questo elemento lo vive e lo ha vissuto.

 

SEGUI LE NOSTRE

“ONDE BLU”!!!